Pericolosi e “invisibili animaluzzi”

24 MAR 22
Ultimo aggiornamento: 17:45 | 16 MAG 25
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Questi anni di emergenza sanitaria ci hanno spesso portato, nell’incertezza del futuro, a cercare risposte nel passato, riprendendo in mano il Decamerone di Boccaccio e i Promessi sposi del Manzoni, che tanto possono ancora insegnarci circa i rischi di avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, di imbarbarimento del vivere civile durante una pandemia. In questa prospettiva può giovare la riscoperta di una figura come quella del medico cremasco Carlo Francesco Cogrossi, che, nel corso del secolo decimosettimo, tanta parte ebbe nel far progredire gli studi sulle epidemie secondo criteri di indagine fondati su ipotesi rigorose associate a un’accurata verifica sperimentale, secondo il metodo galileiano.
Nato a Crema il 5 luglio 1682, si formò presso la prestigiosa Università di Padova, ove fu allievo del medico-matematico Domenico Guglielmini. Laureatosi in Filosofia e Medicina nel 1702, poté partecipare alle fervide attività di ricerca che animavano in quegli anni lo Studio patavino segnato, a cavallo fra i due secoli, da uno spirito di apertura alle nuove teorie scientifiche e animato da figure di primo piano come Bernardino Ramazzini e Antonio Vallisneri. Cogrossi ebbe dunque la possibilità di affinare la sua formazione scientifica in un ambiente estremamente vivace, che, nel campo medico-naturalistico, seppe esprimere tesi e ricerche originali intorno alle principali questioni dibattute dalla scienza europea. Da Padova approdò quindi alla capitale Venezia: qui partecipò all’attività d’un gruppo di ricerca medico-fisica, l’Accademia degli Spassionati, della quale amò presentarsi come fondatore e nel cui ambiente conobbe Giovanni Domenico Santorini, protomedico della Serenissima, cui avrebbe indirizzato in seguito alcuni scritti. Risale a questi anni (1704) il suo matrimonio, dal quale ebbe cinque figli, due dei quali non sopravvissuti; l’unico maschio tra i superstiti, nato a Padova, ebbe per padrino l’amico Vallisneri....
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