Qui e ora insieme a prendersi cura dell’umana fragilità

L'ospite sgradito, il nemico silenzioso che subdolamente azzera i ricordi di un’esistenza intera ha un nome sinistro: morbo di Alzheimer. È proprio su quest’elemento – descritto attraverso una prosa tanto delicata da apparire quasi una “pennellata” – che si concentra l’ultimo romanzo (splendido, a tratti commovente) di Mariapia Veladiano, “Adesso che sei qui” (proposto nel catalogo della Casa editrice “Guanda”). Dell’opera, la cui trama è mutuata dalla realtà quotidiana («Per quanto non si tratti di una vicenda autobiografica», precisa la scrittrice veneta), si parlerà domani (sabato 12 marzo) presso il Centro Culturale “Agorà” di Castelverde (ore 17): Claudio Ardigò e Paola Lucrezia Pagliari dialogheranno con l’autrice, affrontando insieme con lei un argomento – tutt’altro che semplice – di bruciante attualità.
Il nucleo del suo libro trae origine da un racconto che le è stato fatto, che lei ha poi provveduto a rielaborare mediante il “filtro” della sua sensibilità e della sua esperienza.
«Una signora di Rovereto mi ha narrato una vicenda pregna di significato, che ben si adattava ai miei precedenti romanzi, imperniati su differenti situazioni di fragilità. Mi è parso interessante, occupandomi del rapporto tra un’anziana donna affetta da demenza senile e la propria nipote...
Il nucleo del suo libro trae origine da un racconto che le è stato fatto, che lei ha poi provveduto a rielaborare mediante il “filtro” della sua sensibilità e della sua esperienza.
«Una signora di Rovereto mi ha narrato una vicenda pregna di significato, che ben si adattava ai miei precedenti romanzi, imperniati su differenti situazioni di fragilità. Mi è parso interessante, occupandomi del rapporto tra un’anziana donna affetta da demenza senile e la propria nipote...
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