Neobule, Silvia e Ada: storie di donne

3 MAR 22
Ultimo aggiornamento: 17:45 | 16 MAG 25
Immagine di Neobule, Silvia e Ada: storie di donne
In tempi in cui non è infrequente la dissacrazione della donna, nonostante la sua determinazione - individuale e collettiva - ad affermare la propria dignità, e, per contro, è piuttosto diffusa la tendenza, quasi una forma di falsa compensazione, ad affidarne l’omaggio ad atti spesso esteriori, mi tornano alla mente, tra le tante cantate dai poeti, tre immagini femminili di delicata soavità, scaturite da un omaggio dell’anima: remota l’una, di Archiloco, poeta greco del VII sec. a. Cr.; la seconda, Silvia, fiorita dalla sensibilità, umana e poetica, di Leopardi; relativamente moderna la terza, di Dino Campana, l’infelice poeta di Marradi, morto in manicomio presso Firenze nel 1932. Tre immagini di incantevole trasparenza e di idealizzata bellezza, così lontane tra loro nel tempo, ma vicine nell’atmosfera di commossa contemplazione da cui sono state generate e nella levità evocativa della poesia che le traspone in una dimensione perenne.
LA FEMMINILITÀ: GRAZIA E DECORO
In versi d’incomparabile limpidezza e di pittorica suggestione Archiloco canta la leggiadria di una fanciulla, forse l’amata Neobule (il frammento che ci è rimasto è qui nella traduzione di Fausto Pirotti)...
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