Oltre la maschera, chi vuol esser lieto sia...

Già, la maschera. Qui il tema si fa complesso, toccando vari settori e aspetti della cultura e della scienza, dall’antropologia alla psicologia, dalla ritualità allo spettacolo e via di seguito. Lasciando ad altri luoghi e a specifiche competenze questo tema, basta qui ricordare le diverse funzioni che la maschera ha assunto di volta in volta nelle varie culture e nelle varie epoche: da una funzione magico-rituale, se serviva a rappresentare attraverso una mediazione antropomorfica realtà diverse da quella umana, divine o demoniache che fossero, a una funzione bellica, se con la terribilità dei tratti serviva ad incutere terrore nel nemico: ma, in situazioni rituali, terrificante era in genere anche l’aspetto della maschera usata nei riti di iniziazione in quanto doveva esprimere il momento della morte dell’infante o dell’adolescente, annientato per permettere la nascita dell’uomo “nuovo”. Altra tipologia di maschera è poi quella culturale-spettacolare propria di alcune forme teatrali, o quella, più immediata, che ha la funzione di suggerire un carattere o un ruolo esercitato o, ancora, quella di creare puro divertimento, come è sempre accaduto nel Carnevale.
Se consideriamo le epoche più lontane, troviamo poi che sin dall’età paleolitica alcune popolazioni, ad esempio in Australia, si dipingevano la maschera sul volto: e così continuano a fare alcune tribù che ancora oggi vivono a quello stadio, ad esempio in Africa o nelle foreste amazzoniche, rendendo possibile comparativamente lo studio scientifico di riti e costumi antichissimi. Operazione, questa del dipingersi il volto (ma anche altre parti del corpo), che, in senso generale, esprime la volontà - consapevole o inconsapevole - di cancellare la propria identità per assumere quella di personaggi immaginari o mitologici, oppure di antenati (pensiamo agli sciamani che vivono un processo di identificazione con lo spirito di una persona di famiglia), o ancora di divinità (in alcune religioni lo sciamano è un simulacro divino). Ma il discorso sarebbe lungo e complesso....
Se consideriamo le epoche più lontane, troviamo poi che sin dall’età paleolitica alcune popolazioni, ad esempio in Australia, si dipingevano la maschera sul volto: e così continuano a fare alcune tribù che ancora oggi vivono a quello stadio, ad esempio in Africa o nelle foreste amazzoniche, rendendo possibile comparativamente lo studio scientifico di riti e costumi antichissimi. Operazione, questa del dipingersi il volto (ma anche altre parti del corpo), che, in senso generale, esprime la volontà - consapevole o inconsapevole - di cancellare la propria identità per assumere quella di personaggi immaginari o mitologici, oppure di antenati (pensiamo agli sciamani che vivono un processo di identificazione con lo spirito di una persona di famiglia), o ancora di divinità (in alcune religioni lo sciamano è un simulacro divino). Ma il discorso sarebbe lungo e complesso....
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