Cipì e lo sguardo sul mondo “Silenzio! Parlano i bambini”

10 FEB 22
Ultimo aggiornamento: 19:4416 MAG 25
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“Silenzio! Parlano i bambini”. Questo il titolo del primo appuntamento con cui il 17 febbraio (dalle ore 10.30 alle 12) sul canale Facebook di “Con i Bambini” prendono il via i festeggiamenti per il centenario del maestro, scrittore e pedagogista Mario Lodi. Il Comitato promotore e l’impresa sociale “Con i Bambini”, impegnata nell’attuazione dei programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa, hanno scelto di ricordare i 100 anni del maestro in un modo che a lui sarebbe piaciuto molto: dare la parola ai bambini. Così, ispirandosi alle avventure di Cipì, nelle parole dei bambini e dei ragazzi il passerotto del celebre libro di Lodi viene reinventato: diventa nonno, si imbatte nella pandemia e nell’isolamento e si misura con la musica, l’arte e il teatro. Sarà proprio Cipì a farsi portavoce dei desideri, dei sogni e delle paure dei ragazzi di oggi che con questa iniziativa chiedono agli adulti ascolto.
“Dare la parola ai bambini”, questo è stato l’imperativo di Mario Lodi «al quale ci siamo voluti riferire con questo progetto che presenteremo in apertura delle manifestazioni del centenario della nascita del maestro del Vho», racconta il maestro (ora in pensione) Marco Rossi-Doria, presidente di “Con i bambini”.
Rossi-Doria, ci racconta come nasce il rapporto con Mario Lodi?
«Finito il liceo, volevo fare il maestro elementare e ho cominciato a leggere alcuni libri a tema, tra cui quelli di Mario Lodi, in particolare “Il paese sbagliato”. Ricordo che mi colpì molto, tanto da farmi avvicinare al Movimento di Cooperazione Educativa. Mario Lodi è stato per me fonte di ispirazione, è stato il maestro che mi ha fatto entrare nel mondo della scuola primaria attraverso la prospettiva di Freinet e quindi attraverso l’utilizzo di tecniche e focus intorno ai quali si costruiva la collaborazione tra bambini in classe, si superava la didattica trasmissiva, si utilizzava la scrittura in comune, si promuoveva il legame tra attività creative e scrittura e la matematica con molta manipolazione. Avevo 21 anni, a quell’epoca c’era il maestro unico: entravo in classe attraverso questa finestra di cui, nella mia percezione, il primo custode era proprio Mario Lodi. E accanto a lui, Don Milani».
Lo ha anche incontrato?
«Due volte. A Roma, nel 2000, in occasione della riforma dei cicli scolastici voluta dal ministro Tullio De Mauro e, qualche anno prima, a un corso da lui tenuto per il MCE a Roma».

E cosa ricorda?
«Eravamo tutti molto ricettivi in verità, eravamo lì per imparare un mestiere in cui credevamo. Impegnati a cercare di fare sintesi politica come anche lui ha tentato di fare nel corso di tutta la vita, perché Lodi, non dimentichiamocelo, è stato anche un grande cittadino della Repubblica, un convinto sostenitore dell’applicazione concreta della Costituzione. Lodi è stato un precursone e maestro di tutti quelli che pensavano che non bastasse fare l’insegnante a scuola....
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