L’amore... nei secoli dei secoli

10 FEB 22
Ultimo aggiornamento: 17:44 | 16 MAG 25
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L’Amor che move il sole e l’altre stelle” di dantesca memoria, energia divina capace di infondere vita al cosmo, ha messo in moto nel corso della storia vicende ben più profane e burrascose, avviluppandosi ad un vissuto tutto umano e terreno. La storia e la letteratura mondiale pullulano di testimonianze in tal senso.
E Cremona non fa eccezione.
Nelle pieghe più nascoste del passato bimillenario della città, dietro le pietre e i mattoni dei suoi palazzi, nella penombra delle sue chiese si celano infatti vicende di uomini e donne mossi dall’energia più vitale in assoluto, avventure tormentate o felici che in un modo o nell’altro colorano l’identità della comunità cittadina. Nodi difficili da dipanare, perché avvolti dal mistero che spesso aleggia sulla vita privata dei suoi protagonisti, la quale non ha destato interesse negli storici se non negli ultimi decenni, quando un’inversione di marcia ha determinato la riemersione di fatti piuttosto interessanti. Gossip storico? Potremmo chiamarlo così, forse.
Di sicuro, l’amore ha colorato la vita di Cremona sin dalle sue origini, visto che tra i reperti importanti della domus romana riportati alla luce dal celebre scavo di piazza Marconi troviamo anche frammenti di pitture murali da riferire al cubiculum, ossia alla stanza da letto, con figure dionisiache con strani copricapi piumati, uva, ibis ed eroti, ovvero amorini del corteo di Venere…soggetti, dunque, che “fanno atmosfera”. Difficile andare oltre, per il momento, ad indagare i rapporti coniugali o famigliari degli ancora sconosciuti abitanti della domus. Ma se ragioniamo con la mentalità romana, il matrimonio aveva finalità eminentemente procreative. L’amore e il piacere normalmente appartenevano ad altre relazioni.
Non che nel Medioevo le cose fossero tanto diverse. Forse lontana eco del ratto delle Sabine, le spose sono pedine di un gioco maschile. La donna non si sposa: è sposata. Non compie un atto ma cambia condizione, anche se la Chiesa non approva questo trasferimento di donne come beni e concede alle spose una personalità giuridica, puntando l’attenzione sullo scambio dei consensi in prima persona e sulla benedizione dell’anello. Comunque, la vita coniugale sembra poco suscettibile di grandi prospettive spirituali, persino meno del lavoro. La vera salvezza si persegue con la scelta della vita religiosa e casta, lontana dalla quotidianità materiale....
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