Sul Grande Fiume scorrono storie di esistenze non comuni

Dimostra ancora una volta di essere una donna di formidabile cultura e di profonda sensibilità, Mariagrazia Lombardi: lo evidenzia fra le pagine della sua opera più recente, “Il Grande Fiume racconta” (una raffinata auto-produzione presentata ai lettori l’autunno passato), che rinnova il sempre robusto legame tra l’autrice concittadina - esperta in analisi e comparazione della grafia - e la realtà locale.
«Si tratta di racconti dal sapore antico ambientati nella Bassa Pianura Padana, ma anche - perché no? - fra le lapidi di un cimitero. Sono storie di anime perdute, di arditi marinai, di vedove allegre (ma non troppo). Là, proprio dove le acque del Po baciano la terra ubertosa, dove il Torrazzo svetta in tutta la sua magnificenza, ecco che s’intrecciano le vite, i sogni e le realtà dei tempi andati», sottolinea la scrittrice segnando a dito le note salienti dell’agile volume. La prosa elegante, sfrondata d’ogni orpello a vantaggio di un’eccezionale fluidità di fruizione, ci prende per mano guidandoci dentro un universo fitto di rimandi e di suggestioni: un viaggio senz’altro emozionante, in cui affiora l’abilità dell’autrice nel coinvolgere nella lettura, come a tutt’oggi pochi maestri della penna sanno fare. «Il narratore evoca con leggerezza e con ironia tre figure emblematiche....
«Si tratta di racconti dal sapore antico ambientati nella Bassa Pianura Padana, ma anche - perché no? - fra le lapidi di un cimitero. Sono storie di anime perdute, di arditi marinai, di vedove allegre (ma non troppo). Là, proprio dove le acque del Po baciano la terra ubertosa, dove il Torrazzo svetta in tutta la sua magnificenza, ecco che s’intrecciano le vite, i sogni e le realtà dei tempi andati», sottolinea la scrittrice segnando a dito le note salienti dell’agile volume. La prosa elegante, sfrondata d’ogni orpello a vantaggio di un’eccezionale fluidità di fruizione, ci prende per mano guidandoci dentro un universo fitto di rimandi e di suggestioni: un viaggio senz’altro emozionante, in cui affiora l’abilità dell’autrice nel coinvolgere nella lettura, come a tutt’oggi pochi maestri della penna sanno fare. «Il narratore evoca con leggerezza e con ironia tre figure emblematiche....
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