«Io, i miei nonni e il Giro d’Italia»

23 DIC 21
Ultimo aggiornamento: 19:4116 MAG 25
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Il Giro d’Italia e il ciclismo in generale sono aree molto lontane dal mondo dei giovani. Lorenzo Gandaglia, abita a Pozzaglio, ha 23 anni e una laurea in Assistenza Sanataria conseguita presso l’Università degli Studi di Brescia: sfruttando i momenti di solitudine e di incertezza che hanno caratterizzato il lockdown dello scorso anno, ha preso carta penna e calamaio e ha scritto un libro dal titolo: “I giovani guardano ancora il Giro d’Italia?”, una sorta di diario sull’edizione 2020 della corsa rosa, l’unica corsa in ottobre nella storia del Giro. Un’idea nata un po’ per sfida e un po’ per gioco, con un occhio non solo a pronostici e risultati sportivi, ma anche a paesaggi e sentimenti, con frequenti riferimenti ai nonni materni, veri ispiratori della passione di Lorenzo per le corse in bicicletta.
«Ho cercato di descrivere - racconta - quello che succedeva di giorno in giorno, partendo dal mio pronostico sulla tappa per arrivare al risultato finale, con le mie considerazioni basate sui sentimenti che l’evolversi della corsa mi suscitava. Ho provato a farlo con il linguaggio tipico di noi giovani, come se stessi parlando con un amico, con lo scopo di far capire quali emozioni suscitano in me il Giro ed il ciclismo in generale. Il risultato mi ha soddisfatto e ho trovato anche chi l’ha pubblicato».
E il nome è alquanto prestigioso, visto che si tratta dell’Edizioni Sportitalia, branchia dell’importante network omonimo....
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