Andrea Guarna alla “guerra grammaticale”

Chi era Andrea Guarna? Notizie sulla sua famiglia si deducono dall’iscrizione di una lapide collocata nel 1586 dalla famiglia Guarna Salerno nella cappella dedicata a S. Pietro Martire, che il padre di Andrea, Bartolomeo, aveva fatto costruire nella chiesa cremonese di S. Domenico, poi demolita.
Nell’iscrizione (pubblicata dall’Arisi in Cremona literata) si legge che Andrea ebbe quattro fratelli, tre dei quali - Giacomazzo, Benedetto e Tommaso - “patrizi cremonesi”, il quarto, Lodovico, dedito alle armi come lo era stato il nonno Giacomaccio. Di quest’ultimo, appartenente a famiglia illustre, venuto al Nord dal Regno di Napoli come capitano al soldo di Francesco Sforza al servizio di Filippo Maria Visconti, si trova notizia sia in Cavitelli (Annales cremonenses) sia nel Campo. Il cognome “Salerno” aggiunto a “Guarna” secondo il Cavitelli indicava la città d’origine, com’era d’uso per le famiglie dei capitani sforzeschi di origine meridionale, ed è attestato, oltre che dalla sopracitata lapide, dai versi di due poeti cremonesi, Gaspare Aviato e Girolamo Fondulo, scritti a lode del Bellum Grammaticale, (che d’ora in poi per brevità indicheremo come B. G. ): opera che - si legge nell’iscrizione della lapide - “fu messa in scena” sotto il Pontificato di Giulio II, ricordato dal Guarna con un cenno celebrativo in chiusura della sua opera. I Guarna divennero dunque cremonesi grazie a Giacomaccio nominato “cavaliere aurato” nel 1450. Egli ricevette benefici per sé e per i figli, e beni in località Formigara per i servizi prestati allo Sforza tra il 1446 e il 1448: aveva infatti difeso la città di Cremona, che allo Sforza era stata portata in dote da Bianca Maria, figlia di Filippo Maria Visconti, e che il suocero tentava di sottrargli, e aveva successivamente lottato contro i Veneziani (in seguito avrebbe combattuto anche nel bergamasco e altrove). Per quanto riguarda Andrea, vissuto fra Quattrocento e Cinquecento, soprattutto dalle sue opere si ricavano alcune notizie biografiche: si sa così, dal titolo esteso del B. G., in cui gli viene attribuito l’appellativo di reverendus, che ricevette gli ordini sacri; si deduce che ebbe amicizie nell’ambiente romano (dove fu fra il 1510-11 e il 1516), tra cui quel Paolo Emilio Cesi...
Nell’iscrizione (pubblicata dall’Arisi in Cremona literata) si legge che Andrea ebbe quattro fratelli, tre dei quali - Giacomazzo, Benedetto e Tommaso - “patrizi cremonesi”, il quarto, Lodovico, dedito alle armi come lo era stato il nonno Giacomaccio. Di quest’ultimo, appartenente a famiglia illustre, venuto al Nord dal Regno di Napoli come capitano al soldo di Francesco Sforza al servizio di Filippo Maria Visconti, si trova notizia sia in Cavitelli (Annales cremonenses) sia nel Campo. Il cognome “Salerno” aggiunto a “Guarna” secondo il Cavitelli indicava la città d’origine, com’era d’uso per le famiglie dei capitani sforzeschi di origine meridionale, ed è attestato, oltre che dalla sopracitata lapide, dai versi di due poeti cremonesi, Gaspare Aviato e Girolamo Fondulo, scritti a lode del Bellum Grammaticale, (che d’ora in poi per brevità indicheremo come B. G. ): opera che - si legge nell’iscrizione della lapide - “fu messa in scena” sotto il Pontificato di Giulio II, ricordato dal Guarna con un cenno celebrativo in chiusura della sua opera. I Guarna divennero dunque cremonesi grazie a Giacomaccio nominato “cavaliere aurato” nel 1450. Egli ricevette benefici per sé e per i figli, e beni in località Formigara per i servizi prestati allo Sforza tra il 1446 e il 1448: aveva infatti difeso la città di Cremona, che allo Sforza era stata portata in dote da Bianca Maria, figlia di Filippo Maria Visconti, e che il suocero tentava di sottrargli, e aveva successivamente lottato contro i Veneziani (in seguito avrebbe combattuto anche nel bergamasco e altrove). Per quanto riguarda Andrea, vissuto fra Quattrocento e Cinquecento, soprattutto dalle sue opere si ricavano alcune notizie biografiche: si sa così, dal titolo esteso del B. G., in cui gli viene attribuito l’appellativo di reverendus, che ricevette gli ordini sacri; si deduce che ebbe amicizie nell’ambiente romano (dove fu fra il 1510-11 e il 1516), tra cui quel Paolo Emilio Cesi...
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