Francesco e Bianca Maria: “affari” d’amore

“Il giorno 25 del detto mese (ottobre) allontanandosi dal detto luogo di Castelletto Francesco venne con il suo seguito a San Sigismondo… Mentre Bianca Maria veniva presso la chiesa, il valoroso Conte Francesco le venne incontro con volto felice, e scendendo da cavallo in mezzo alla via salutò l’umile e riservata Bianca e toccò e congiunse la mano destra in segno di amore e di benevolenza, e le diede un bacio di pace e di amore, ed essa lo permise con rossore. E camminando nella stretta del braccio sinistro la unì e la condusse alla detta chiesa di San Sigismondo con letizia e gioia”. Così Domenico Bordigallo in Istoria di Cremona (1527) avvia il racconto del famoso matrimonio di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza.
DOPO ANNI DI TRATTATIVE
Un evento che ancora oggi si celebra dopo 580 anni di storia a memoria di un tempo di pace e ricchezza per Cremona e i suoi abitanti. Sebbene questo matrimonio abbia segnato con grande vigore la storia della città, poche sono le fonti che descrivono nel dettaglio l’avvenimento. Fra gli storici cremonesi si ricorda Giovanni Simonetta, Antonio Campi, Ludovico Cavitelli: denominatore comune di queste cronache è l’intento di sottolineare il fattore politico che gravita attorno alle nozze ducali; l’unione delle casate Visconti e Sforza, dopo anni di trattative, si rivela necessaria per proteggere il ducato dagli attacchi nemici e per garantire una stabilità politica in tutti i territori compresi fra Milano e lo Stato Pontificio.
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Un evento che ancora oggi si celebra dopo 580 anni di storia a memoria di un tempo di pace e ricchezza per Cremona e i suoi abitanti. Sebbene questo matrimonio abbia segnato con grande vigore la storia della città, poche sono le fonti che descrivono nel dettaglio l’avvenimento. Fra gli storici cremonesi si ricorda Giovanni Simonetta, Antonio Campi, Ludovico Cavitelli: denominatore comune di queste cronache è l’intento di sottolineare il fattore politico che gravita attorno alle nozze ducali; l’unione delle casate Visconti e Sforza, dopo anni di trattative, si rivela necessaria per proteggere il ducato dagli attacchi nemici e per garantire una stabilità politica in tutti i territori compresi fra Milano e lo Stato Pontificio.
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