«Il mio “giallo” ai vertici: è stato un brivido»

23 SET 21
Ultimo aggiornamento: 19:36 | 16 MAG 25
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Alle spalle di Carlo Lucarelli, ma davanti a rinomati maestri delle crime stories. È un risultato d’assoluta rilevanza, quello conseguito di recente da Michele Cremonini Bianchi, capace di aggiudicarsi - con pieno merito - la piazza d’onore a conclusione dell’avvincente torneo letterario proposto, la scorsa estate, da “Robinson”, l’inserto settimanale del quotidiano “la Repubblica”: nella Sezione “Migliori romanzi gialli pubblicati nel 2020”, l’opera più recente del talentuoso autore cremonese (“La Logica del Gatto”, proposta nel catalogo della Casa editrice “Il Rio”) ha avvinto i lettori per la sua originalità e per la sua vis ironica.

Michele, l’esito del torneo coordinato da Giorgio Dell’Arti è, senz’altro, piacevolmente sorprendente: sia sincero, se lo aspettava?
«Il mio editore mi aveva comunicato che avrei preso parte a questa simpatica “sfida” letteraria, cogliendomi del tutto alla sprovvista. Il fatto che il mio libro “duellasse” con titoli appartenenti ad alcune fra le più rinomate major dell’editoria era, già di per sé, lusinghiero e fonte d’orgoglio. Essere arrivato ai vertici della classifica, sia pure battuto al traguardo da un maestro della penna come Carlo Lucarelli, mi ha fatto correre un brivido lungo la schiena. Nel contempo, ho capito che il mio stile di scrittura - elemento, a mio avviso, essenziale per decretare il successo di un testo - s’è incanalato nella giusta direzione»....
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