«Puccini di Lucca, quel mio scolaro...»

9 SET 21
Ultimo aggiornamento: 17:36 | 16 MAG 25
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Il corpus delle cartoline postali inviate da Amilcare Ponchielli alla moglie Teresa Brambilla consente di inquadrare i rapporti del compositore con il mondo culturale e artistico dell’Ottocento, ambiente di cui egli faceva parte ma al quale, a volte, sembrava sentirsi estraneo. Queste righe sintetiche e immediate riguardano anzitutto la vita professionale dei coniugi, ma si allargano poi a riflettersi sulla società circostante assumendo, in tal modo, il valore non solo di scene di vita autobiografica, ma di pagine di cronaca viva del tempo nel quale sono state stilate. Per inquadrarle è opportuno ricordare che la vita culturale e musicale di Milano in questi decenni ruota non solo intorno ai teatri, ma ai caffè, luoghi di ritrovo di personalità letterarie e artistiche, che vi sostavano dopo le rappresentazioni ai teatri; ambienti collocati proprio nel celebratissimo “Salotto di Milano”, in posizione strategica fra la Scala e i numerosi teatri di prosa del centro, fra vetrine di librai e galleristi.
Ai caffè, dicono le cronache, arrivava “l’eco dei battimani e dei fischi del vicino Teatro alla Scala”; qui, tra discussioni, si decideva del successo di ogni rappresentazione. Ecco il Biffi al centro della Galleria, frequentato da Luigi Capuana ed Emilio De Marchi, che ne parla nel Demetrio Pianelli. Il Gnocchi, che in un album del 1850, Milano illustrata, era vantato per la bellezza dei locali e la qualità del servizio e presso il quale si ritrovavano poeti esponenti della Scapigliatura, come Praga, Bermani, Conconi, Tarchetti, ma anche alcuni tra i personaggi più vicini a Ponchielli, come i librettisti Arrigo Boito e Antonio Ghislanzoni. La birreria Stocker, i cui gestori accoglievano i clienti con cameriere in abito tirolese, poi acquistata da Virginio Savini, che ne fece la sede di un caffè frequentato da artisti del vicino Teatro Manzoni e che divenne, dalla metà dell’Ottocento, il punto di ritrovo dell’aristocrazia per il dopo-teatro alla Scala o al Manzoni, nonché di artisti e intellettuali come Puccini, Mascagni, Boito, Verdi e Giacosa. 
Milano, dunque, città colta, sede di importanti editori, Vallardi e Treves, e per le musiche Ricordi e Sonzogno; ma anche vivace centro di diffusione di giornali e riviste che commentavano eventi culturali e artistici rispecchiando la sensibilità dell’epoca...
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