«Ho romanzato un vero “cold case”»

Eros e Thanatos: soltanto un’apparente contraddizione, in verità un inestricabile nodo che contraddistingue - seducendolo - l’uomo fin dalla notte dei tempi. Proprio sul legame - oltretutto sempre attuale e sempre popolare - tra l’Amore e la Morte, insiste il più recente romanzo (“Vestita di buio”, proposto nel catalogo di “Golem Edizioni”) a firma di Annalisa Molaschi, scrittrice cremonese di fama che, defilatasi per un breve momento rispetto all’editoria per ragazzi (ambito nel quale, ormai da tempo, è autrice tra le meglio considerate), ha scritto un’opera di straordinario impatto le cui radici affondano negli anni Cinquanta della comunità locale.
Il testo si vuole rifare a un episodio cruento, avvenuto a Cremona, che lei ha deciso di recuperare alla memoria collettiva attualizzandone la drammaticità. Qual è il significato di una scelta a tal punto coraggiosa?
«Credo che la decisione sia una diretta conseguenza delle mie inclinazioni culturali e delle mie sfere d’interesse: anche nel recente passato ho sviscerato tematiche, per così dire, “scomode” quali, per esempio, il bullismo oppure la mancata salvaguardia dell’ecosistema. Ritengo che il tratto distintivo del volume risieda nella volontà di approfondire la condizione della donna in un arco temporale nemmeno troppo lontano dall’attuale, incoraggiando il lettore a considerare in merito all’argomento eventuali cambiamenti o similitudini. “È mutato qualcosa oppure non è mutato niente, da allora?”: questa è la domanda che vorrei che ciascuno formulasse una volta ultimata la lettura»....
«Credo che la decisione sia una diretta conseguenza delle mie inclinazioni culturali e delle mie sfere d’interesse: anche nel recente passato ho sviscerato tematiche, per così dire, “scomode” quali, per esempio, il bullismo oppure la mancata salvaguardia dell’ecosistema. Ritengo che il tratto distintivo del volume risieda nella volontà di approfondire la condizione della donna in un arco temporale nemmeno troppo lontano dall’attuale, incoraggiando il lettore a considerare in merito all’argomento eventuali cambiamenti o similitudini. “È mutato qualcosa oppure non è mutato niente, da allora?”: questa è la domanda che vorrei che ciascuno formulasse una volta ultimata la lettura»....
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