Violini, ghironde, lira e mandolini: “Bellini faciebat”

2 SET 21
Ultimo aggiornamento: 19:36 | 16 MAG 25
Immagine di Violini, ghironde, lira e mandolini: “Bellini faciebat”
Alessandro Bellini, novantun’anni portati davvero alla grande, abita a Robecco d’Oglio dal 1964. E’ stato prima camionista poi guardia giurata presso la ditta Ilta e proprio nella portineria del tubificio posto sulla Provinciale 45bis è nata la sua grande passione per la liuteria. A scatenarla, il quadro di un violino posto proprio davanti alla sua scrivania. Da lì, Sandro, prima nel tempo libero e dopo la pensione a tempo pieno, si è inventato liutaio. Un liutaio completamente autodidatta che, nel tempo, ha costruito numerosi strumenti e ha avuto la grande soddisfazione di essere menzionato nel volume “Liutai italiani di ieri e di oggi”, un catalogo curato da Gualtiero Nicolini, vera autorità nel campo e presidente di Anlai (Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana). L’elenco delle località dove ha esposto le sue realizzazioni è piuttosto corposo: Carpendolo, Leno, Ghedi, Pontevico e Bassano nel bresciano poi Bordolano e Pozzaglio, oltre a Robecco ovviamente. E qui l’abbiamo incontrato, nella sua villetta dove vive con la figlia Nadia e il nipote Ivan.
«Il primo violino - racconta - l’ho costruito nel 1955 per regalarlo al direttore della Cavalli & Poli di Cremona cui avevo chiesto in posto di lavoro. Quello, però, era solo una sorta di prototipo, perché ho affinato le mie conoscenze solo anni dopo, quando ho conosciuto il maestro liutaio Mario Maggi: è stato lui ad introdurmi ai segreti del mestiere. La spinta decisiva è arrivata poi da Antonio Bergonzi (altra figura storica della liuteria cremonese,ndc) che un giorno mi ha fatto avere, tramite il fattorino dell’Ilta, un plico di disegni costruttivi di violini con tutte le misure e gli spessori per realizzarli: è bastato incollare i particolari sul legno apposito, ritagliarli e lavorarli»....
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