Pagine travagliate su “sentieri di verità”

Capita a tanti di dovere mettere mano ad un libro, dopo un impegnativo lavoro di ripensamenti e dopo complesse correzioni, non ultimo lo stesso titolo, ma l’urgenza di rivedere - continuamente - il progetto immaginato di un “libro”, anche nei minimi particolari, forse fu propria di Alessandro Manzoni, che arrivò perfino ad immaginare tre titoli, per il suo indimenticabile romanzo, sintesi culturale del nostro Romanticismo e proiezione di un’avventura che avrebbe arricchito le stagioni letterarie future.
Il romanzo fu iniziato dal Manzoni il 24 aprile del 1821 e condotto a termine il 17 settembre del 1823, ma, in questa prima stesura l’opera era notevolmente diversa da quella che fu poi data alle stampe, non solo era diverso il titolo Fermo e Lucia e il nome di alcuni personaggi (quello che poi fu l’Innominato si chiamava allora il Conte del Sagrato ), ma anche molti episodi si svolgevano in una forma più romanzesca, come la fine di Don Rodrigo.
Tuttavia, nel 1823, appena due anni dopo quel fortunato giorno d’aprile del ‘21, il romanzo fu portato a termine, ma non venne dato alle stampe, perchè l’Autore non era convinto del linguaggio, che egli stesso definì “un composto indigesto di frasi un po’ lombarde, un po’ toscane, un po’ francesi, un po’ anche latine”.
Le digressioni storiche erano più ampie ed insistenti, gli amori di Gertrude erano narrati diffusamente, il tono complessivo dell’opera risentiva assai più della moda romantica; per questo, il Manzoni rielaborò il suo manoscritto, prima di presentarlo alla censura con il nuovo titolo di Gli Sposi Promessi. La censura approvò l’opera il 3 luglio del 1824, ed essa apparve alla luce, nel giugno del 1827, con limitati mutamenti eseguiti durante la stampa, tra i quali quello specifico del titolo, che divenne, definitivamente, I Promessi Sposi (e questa prima edizione ebbe il nome di “ventisettana”, per la “critica” ufficiale...)....
Il romanzo fu iniziato dal Manzoni il 24 aprile del 1821 e condotto a termine il 17 settembre del 1823, ma, in questa prima stesura l’opera era notevolmente diversa da quella che fu poi data alle stampe, non solo era diverso il titolo Fermo e Lucia e il nome di alcuni personaggi (quello che poi fu l’Innominato si chiamava allora il Conte del Sagrato ), ma anche molti episodi si svolgevano in una forma più romanzesca, come la fine di Don Rodrigo.
Tuttavia, nel 1823, appena due anni dopo quel fortunato giorno d’aprile del ‘21, il romanzo fu portato a termine, ma non venne dato alle stampe, perchè l’Autore non era convinto del linguaggio, che egli stesso definì “un composto indigesto di frasi un po’ lombarde, un po’ toscane, un po’ francesi, un po’ anche latine”.
Le digressioni storiche erano più ampie ed insistenti, gli amori di Gertrude erano narrati diffusamente, il tono complessivo dell’opera risentiva assai più della moda romantica; per questo, il Manzoni rielaborò il suo manoscritto, prima di presentarlo alla censura con il nuovo titolo di Gli Sposi Promessi. La censura approvò l’opera il 3 luglio del 1824, ed essa apparve alla luce, nel giugno del 1827, con limitati mutamenti eseguiti durante la stampa, tra i quali quello specifico del titolo, che divenne, definitivamente, I Promessi Sposi (e questa prima edizione ebbe il nome di “ventisettana”, per la “critica” ufficiale...)....
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