In parole e musica i percorsi accidentati della gioventù

Tutti quelli che ascolteranno queste poesie non potranno più pensare alla maternità come hanno fatto prima»: sono le parole di Olivier Messiaen, il grande musicista figlio di Cécile Sauvage. Il 20 luglio si è celebrato l’anniversario della nascita della poetessa francese: per l’occasione il cd “...dalla porta delle rondini...” raccoglie una silloge di liriche della «poétesse de la maternité» tradotte e recitate da Elena Bugini, poetessa e musicologa, con il commento organistico di Paolo Bottini. L’incisione, del 2017, è pubblicata dall’etichetta discografica Fugatto e vede il musicista cremonese alle prese con le tre tastiere dell’organo “Mutin/Cavaillé-Coll” 1922 della Grand’Église di Saint-Étienne, cittadina a sud-ovest di Lione che diede i natali alla Sauvage. Il titolo del disco - lo spiega nel booklet la stessa Bugini - “fa parte della raccolta di versi e prose Primavera/Primula (Primevère, nell’originale francese) che Cécile Sauvage intraprese nel 1913 e a cui lavorò lungamente, senza in realtà giungere al desiderato compimento, sino alla morte prematura. Cécile pensava le sue “primule” come un omaggio al suo “caro Pierrot” (“mon cher Pierrot”, si legge nella dedica): a Pierre Messiaen, cioè, che, fine letterato, intuì e sostenne il talento poetico della “capretta delle Basse Alpi di Francia”. Ai primi del Novecento, mentre era segretario di redazione della Revue forézienne, Messiaen, anzi, si lasciò addirittura stregare dalla freschezza dei versi che la ventenne Sauvage gli inviava cadenzati da Digne-les-Bains...
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