«Un atto d’amore verso la mia città»

Per celebrare i suoi primi quarant’anni di giornalismo, Roberto Fiorentini ha scelto di donare ai lettori una piccola “gemma” editoriale, elegante nel formato oltreché preziosa in tema di contenuti. Lungi dal volersi imporre come un libro di storia dell’arte («Non è neppure una guida turistica: avrebbe un sapore didascalico, didattico e freddo», precisa l’autore), “Viaggio sentimentale nella Cremona dei desideri” è un’opera - proposta nell’ampio catalogo di “Cremonalibri” - che si offre all’utenza «come una sorta di “atto d’amore” nei confronti di una città nelle cui vie e nelle cui piazze ancora mi piace “perdermi” e nella quale, benché gli impegni professionali mi spingano altrove (in passato a Milano, in tempi più recenti a Monza), adoro fare ritorno».
Appassionante e intessuto com’è di aneddoti e di curiosità, il testo si apre a ben più di uno spunto di riflessione. Qual è l’idea da cui esso muove?
«Gran parte del volume è stata meditata durante il lockdown dello scorso anno, una pausa temporale - forzata - che mi ha portato a riflettere sullo sterminato patrimonio (culturale, artistico e architettonico) di cui Cremona è, a tutt’oggi, in possesso. Nei mesi più recenti, tra l’altro, spesso mi sono ritrovato a camminare per la città, soffermandomi sui tanti luoghi che hanno formato il mio immaginario, evocando in me vividi ed emozionanti ricordi. È stato proprio nel corso di queste frequenti passeggiate solitarie, fatte quasi sempre al crepuscolo, che ho pensato all’importanza del passato: una radice di rilevanza assoluta da osservare, beninteso, con occhio proiettato al futuro. Affiora il ritratto di una città e di una comunità che, guardando alle proprie spalle, debbono comunque essere in grado di dare impulso alle loro tante specificità....
«Gran parte del volume è stata meditata durante il lockdown dello scorso anno, una pausa temporale - forzata - che mi ha portato a riflettere sullo sterminato patrimonio (culturale, artistico e architettonico) di cui Cremona è, a tutt’oggi, in possesso. Nei mesi più recenti, tra l’altro, spesso mi sono ritrovato a camminare per la città, soffermandomi sui tanti luoghi che hanno formato il mio immaginario, evocando in me vividi ed emozionanti ricordi. È stato proprio nel corso di queste frequenti passeggiate solitarie, fatte quasi sempre al crepuscolo, che ho pensato all’importanza del passato: una radice di rilevanza assoluta da osservare, beninteso, con occhio proiettato al futuro. Affiora il ritratto di una città e di una comunità che, guardando alle proprie spalle, debbono comunque essere in grado di dare impulso alle loro tante specificità....
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