Napoleone a Crema, poco prima della fine

15 LUG 21
Ultimo aggiornamento: 17:34 | 16 MAG 25
Immagine di Napoleone a Crema,  poco prima della fine
Il secondo centenario della morte di Napoleone Bonaparte – avvenuta nell’esilio dell’isola di Sant’Elena in quel cinque maggio 1821 poeticamente eternato dai settenari di Alessandro Manzoni – ha offerto quest’anno l’occasione per ricordare la figura del grande statista corso, attraverso pubblicazioni, mostre e convegni, per la gran parte promossi dal Comitato Nazionale per il Bicentenario Napoleonico. Una serie di commemorazioni che muovono dall’intento di riportare l’attenzione sull’epocale impronta lasciata dal Bonaparte anche nella nostra penisola. Entro questo panorama, restringendo l’obiettivo sulla storia locale, gioverà altresì ricordare il ruolo svolto dalla città di Crema nella parabola politica e militare dell’allora giovane comandante dell’Armée d’Italie, sceso nel bel paese all’altezza del marzo 1796 per quella prima campagna d’Italia che avrebbe fatto emergere con tutta evidenza il suo genio militare e politico. E di conserva, la particolare congiuntura ci consente di rendere doveroso omaggio all’opera di Mario Perolini, appassionato cultore di storia cremasca che, con il suo notevole lavoro di scavo erudito, frutto di una ricerca costante, profonda e documentata, condotta con rigore su fonti e testimonianze dirette, ha portato alla luce una miniera di riferimenti e notizie intorno a personaggi, luoghi e avvenimenti della nostra terra, strappandoli all’oblio di polverosi archivi ove, altrimenti, ancora probabilmente giacerebbero. Proprio a Napoleone a Crema il Perolini dedicò un breve ma denso opuscolo, apparso nel lontano 1966 eppure ancora di straordinaria freschezza, dalle pagine del quale – di concerto con altre fonti - ci lasceremo guidare in questo nostro racconto....
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