Il fumetto e le infinite ramificazioni: «La strada intrapresa è quella giusta»

1 LUG 21
Ultimo aggiornamento: 19:3316 MAG 25
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Si intitola Varie ed eventuali, il nuovo capitolo della splendida serie dylaniata I racconti di domani: poco più di 60 pagine sulle quali Sergio Gerasi (all’opera sui testi di Tiziano Sclavi) ha modo di sprigionare il suo estro grafico. Una piccola “gemma” editoriale utile a dare la misura del valore di un artista ineccepibile, che già su un paio testate a fumetti di pregio (oggi non più in edicola: Valter Buio e Mercurio Loi) seppe offrire il meglio di sé.
Musica (di cui lei è appassionato) e fumetto: un mix che accomuna molti artisti. Qual è il “filo rosso” che lega due “linguaggi” - all’apparenza - tanto disuguali?
«È una domanda che mi è stata posta diverse volte dato che, oltre che esserne appassionato, mi ci sono cimentato con il mio gruppo: i 200Bullets. Dopo tanto tempo, una vera risposta non l’ho ancora trovata. Sono “linguaggi” con cui un giovane entra in contatto spesso, molto di frequente in contemporanea e, quasi sempre, in maniera “esplosiva”: sono due modi di raccontare storie che si occupano di contemporaneità e sono entrambi assai veloci, a volte immediati, fulminanti».
Dylan Dog è un personaggio dei comics al quale il suo nome non può non venire accostato. Passano gli anni, eppure quella dell’Old Boy è una delle testate più vendute d’Italia. Come spiega la sua longevità?
«È difficile rispondere, anche perché io sono uno dei tanti “interpreti” del personaggio, dopo che per anni ne sono stato lettore e fan, quand’ero un ragazzo. Con buona pace di coloro che sono convinti che esistano “ricette” ad hoc...
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