“Cara el me nuli... 7000 baci”

1 LUG 21
Ultimo aggiornamento: 17:33 | 16 MAG 25
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Constatato che la corrispondenza epistolare di personaggi famosi offre interessanti potenzialità di studio riguardo alla personalità degli autori e dei loro corrispondenti, ho deciso di condurre, in maniera puntuale, la trascrizione di un complesso di 77 cartoline postali inviate negli anni 1877-1886 da Amilcare Ponchielli alla moglie Teresa Brambilla, famosa cantante lirica: missive dal sapore antico, ma dotate di grande fascino, che ho pubblicato nel volume Il Coro Polifonico Cremonese. Quarant’anni per la musica, al quale rimando per la lettura del corpus.
Appare curioso constatare come Ponchielli si affanni a sfruttare in ogni modo tutto il piccolissimo spazio che le cartoline mettono a disposizione e riempia non solo la parte riservata allo scritto, ma anche i margini esterni, superiore e laterale, e addirittura sovrapponga allo scritto altre parole trasversali per esprimere tutti i suoi pensieri.
SCRITTURA DI GETTO
Scritte con una grafia che già di per sé rispecchia l’immediatezza del contenuto, con un tratto diseguale e spontaneo che tradisce una scrittura “di getto”, le cartoline sono accomunate dal loro unico destinatario, la moglie del Maestro, lontana da lui, come si evince dalla lettura, per motivi legati alla professione artistica. I tanti studi condotti sulla figura di Ponchielli non basterebbero, forse, a illuminarne i tratti quanto queste righe, dalle quali emerge un’immagine umana nuova e inaspettata: non dunque Ponchielli musicista, ma Ponchielli uomo, calato nel tessuto socio-culturale della Cremona e della Milano del tempo, nel quale egli intreccia relazioni con la società e con i suoi componenti, dibattendosi fra la volontà di esprimere la propria personale sensibilità creativa e le necessità e i doveri impostigli dall’ambiente artistico, che lo costringono, a volte, a scendere a compromessi non sempre facili da accettare. Anche il modus scribendi è inaspettato: non so se per l’immediatezza della scrittura, oppure per la non perfetta cultura letteraria del Maestro (lascio ai biografi sciogliere questo dubbio), la scrittura mostra un impiego di apostrofi e di accenti non sempre appropriato, una punteggiatura quasi sempre assente, una non perfetta adesione alle regole grammaticali: ciò che tuttavia vale a rendere l’uomo più vicino e simpaticamente vivo e attuale di quanto tanti studi musicali non abbiano fatto.
CREMONA E MILANO
Le cartoline postali, indirizzate in varie località, si collocano sullo sfondo di due città, Cremona, che a Ponchielli diede i natali, e Milano, nella quale egli si trasferì: le radici rurali e la “metropoli” dal legame profondo, tanto che davanti a rimostranze della moglie (che si intuiscono dal testo) egli controbatte: Quantunque tu mi creda innamorato del mio Milano!,...
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