Gli anni del terrorismo: «Fare i conti con i “mostri”»

La questione del margine è centrale nel mio lavoro. La narrativa dovrebbe indagare le zone di confine, stare in quella linea d’ombra che separa il giusto dallo sbagliato, e mettere in discussione le nostre convinzioni. Credo sia un’operazione legata all’ambiguità.» Giuseppe Culicchia, scrittore, saggista e traduttore, presenterà il suo ultimo libro, Il tempo di vivere con te (Feltrinelli ed., 2021), sabato 12 giugno, nel Cortile Federico II, a partire dalle 19, con la conduzione di Mauro Ferrari. L’opera, parla di Walter Alasia, vent’anni, entrato giovanissimo nelle fila delle Brigate Rosse. Nella notte tra il 14 e il 15 dicembre 1976 la polizia fa un blitz a casa dei suoi genitori per arrestarlo. Lui apre il fuoco, e nel giro di pochi istanti perdono la vita il maresciallo dell’antiterrorismo Sergio Bazzega e il vicequestore Vittorio Padovani. Subito dopo tenta di scappare, ma viene raggiunto dai proiettili della polizia. Giuseppe all’epoca ha undici anni e Walter è suo cugino. In questo memoir asciutto e allo stesso tempo accorato Culicchia racconta gli anni della lotta armata e del terrorismo. «Ne Il tempo di vivere con te non potevo non mettere in discussione alcune nostre certezze relative agli anni di piombo, e ai protagonisti di quell’epoca. Quegli anni rappresentano una sorta di rimorso collettivo, scaturito da un racconto dogmatico. Nel libro, la linea d’ombra è il tentativo di scollinare dalla versione comunemente accettata. Walter Alasia è stato cristallizzato nella figura del terrorista, e del mostro, ma non era soltanto quello. Una persona può commettere un atto orribile ma è sempre anche molto altro. Il libro scardina delle certezze...
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