Vita da taxi-driver in una Milano noir

3 GIU 21
Ultimo aggiornamento: 19:3116 MAG 25
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In una delle sue opere meglio riuscite - la perturbante, benché misconosciuta, “La faccia che deve morire” -, Ramsey Campbell spinge con forza il lettore dentro l’aberrante mondo di Horridge, un villain capace di fare correre ben più di un brivido lungo la schiena di chiunque solo a guardarlo negli occhi. Una scelta stilisticamente originale, quella compiuta dallo scrittore inglese, che attraverso una sorta di “Io” narrante, mediante un flusso di pensieri senza soluzione di continuità, ci porta a conoscenza delle gesta del suo bieco assassino, a caccia di vittime in una città di Liverpool descritta con malsano realismo. Del medesimo espediente narrativo, ha fatto uso Walter Colangelo, autore di un romanzo, “Taxi squillo - Etica di un serial killer” (proposto nel catalogo di “MdS Editore”), che nulla ha da invidiare ad alcuni fra i “gialli” italiani più fortunati. «Quella che approfondisco - spiega l’autore, domani (sabato 5 giugno) ospite della “Osteria del Fico” (alle ore 16.30) - è la storia di Vittorio Velletri, un taxi driver meneghino al centro di un’intricata vicenda, senz’altro bizzarra....
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