“Guardare al cielo”, per dare senso alla vita

27 MAG 21
Ultimo aggiornamento: 19:3016 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di “Guardare al cielo”, per dare senso alla vita
“Con ogni evidenza, Angelo Lacchini ha trafuso in un contesto cristiano la lezione di un genio latino a suo modo religioso e addirittura capace di intuizioni cristiane. Nell’ Ars poetica (v.361) questo genio, Quinto Orazio Flacco, enuncia come canone estetico perenne l’equiparazione della poesia alla pittura:ut pictura poesis. Si direbbe quasi che tra la Roma di Orazio e la Castelleone di Lacchini “La mia Maria” distenda oggi un ponte su cui transitano - scavalcando i drammi della storia - la luce, la verità, la bellezza dello spirito...
Ancora una volta... ho riscontrato l’armonico compenetarsi tra il metafisico e l’immanente, lo svariare tra una fantasiosa esegesi evangelica e frequenti agganci a una ordinaria quotidianità, l’alternarsi e l’incrociarsi tra strutture sintattiche di illustre ascendenza latinistica o vetero-italiana e sobrie cadenze colloquiali, sfavillare di reminiscenze neotestamenarie o patristiche incastonate in piane sequenze mediative o in brucianti accensioni contemplative. E, di nuovo, non ho potuto fare a meno di ammirare l’impiego per così dire anti-retorico di un’erudizione da te come tenuta a freno, temperata, dosata, appena lasciata trapelare qua e là senza alcun compiacimento narcisistico....
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