Orto botanico, la natura al centro

L’iniziativa proposta da Renata Patria nel 2012, anno della sua Presidenza del Lions Club Cremona Duomo, di realizzare un piccolo giardino all’interno dell’edificio sede del Liceo-ginnasio “D. Manin” ha trovato fondamento giustificativo in un complesso di mappe e disegni, fino ad allora inediti, che ho rinvenuto nei fondi dell’Archivio di Stato di Cremona e che ho pubblicato in “La Scuola Classica di Cremona” del 2012. Fonti documentarie autorevoli e incontestabili della concreta presenza di un giardino, o Orto botanico, testimoniato fin dal XVII secolo come caratteristico del Collegium dei Gesuiti annesso alla chiesa dei SS. Marcellino e Pietro, edificio oggi sede del Liceo Classico: documentazione che permette di seguire nelle sue evoluzioni questo particolare aspetto naturalistico posto nel cuore della città, ma nascosto agli occhi comuni; sconosciuto e al contempo capace di suscitare la curiosità e di alimentare la fantasia; riservato, nel godimento puro prima, nell’uso pratico poi, a cerchie ristrette di persone.
Pochi cremonesi del tempo antico sapevano quale realtà si celava dietro il nome di “orto” dato a questi spazi, quali specie di alberi lo ornavano, con quali criteri venivano scelti nella grande varietà che la flora offriva. Il succedersi di tante rappresentazioni cartografiche di questo "locus amoenus", luogo ideale di pace e serenità, stanno a indicare che l’Orto botanico rappresenta, lungo l’arco dell’Ottocento, una presenza costante che, pur soggetta a varie modificazioni strutturali, sempre legate allo sviluppo delle istituzioni scolastiche annesse, rimane però immutata nella sua essenza: come a dire, la natura al centro del mondo umano, in continuo e costante legame con la persona, che ha il dovere di "colere", di prendersi cura, di un bene che non è solo ambientale, ma anche e soprattutto culturale...
Pochi cremonesi del tempo antico sapevano quale realtà si celava dietro il nome di “orto” dato a questi spazi, quali specie di alberi lo ornavano, con quali criteri venivano scelti nella grande varietà che la flora offriva. Il succedersi di tante rappresentazioni cartografiche di questo "locus amoenus", luogo ideale di pace e serenità, stanno a indicare che l’Orto botanico rappresenta, lungo l’arco dell’Ottocento, una presenza costante che, pur soggetta a varie modificazioni strutturali, sempre legate allo sviluppo delle istituzioni scolastiche annesse, rimane però immutata nella sua essenza: come a dire, la natura al centro del mondo umano, in continuo e costante legame con la persona, che ha il dovere di "colere", di prendersi cura, di un bene che non è solo ambientale, ma anche e soprattutto culturale...
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