Zucchi: cronache dalla “Terraferma”

29 APR 21
Ultimo aggiornamento: 17:28 | 16 MAG 25
Immagine di Zucchi: cronache dalla “Terraferma”
Ancora una volta, ci rivolgiamo alle pagine del Diario di Padre Bernardo Nicola Zucchi per ripercorrere brevemente, in questa occasione, alcuni episodi che contrassegnarono il rapporto tra Crema e la Dominante Repubblica di Venezia nella prima metà del Settecento.
Nel “paginone” pubblicato sulla scorsa edizione di Mondo Padano (26 marzo 2021) avevamo discusso di come la città avesse affrontato diverse epidemie durante il primo quarantennio del secolo, attuando strategie di contenimento del contagio basate su principi ancora oggi, se non del tutto condivisibili, meritevoli almeno di attenzione. Ripercorrendo l’intera cronaca di Zucchi, composta - lo ricordiamo - da brevi annotazioni indipendenti l’una dall’altra, eravamo giunti a isolare gli elementi principali di un fenomeno complesso, quale la gestione di un’emergenza sanitaria durante l’Ancien Régime, dalla sua prima manifestazione, nel 1713, alla momentanea quiete del 1752.
UNA PROVINCIA IN TERRA LOMBARDA
Nel contributo di oggi mostreremo come, grazie alle pur sintetiche note dell’agostiniano, sia comunque possibile ricavare informazioni significative sulle condizioni e sulle abitudini di vita dei suoi concittadini. Elevando al rango di Storia il vissuto quotidiano di laici e religiosi di ogni ordine e grado, cercheremo di far emergere i tratti essenziali del rapporto che legò Crema e la geograficamente distante, ma politicamente dominante Repubblica di Venezia, nel XVIII secolo.
È bene ricordare che Crema, comune appartenente al Ducato di Milano dal XIV secolo, entrò a far parte dei domini di Terraferma della Repubblica di Venezia nel 1449, diventando a tutti gli effetti una provincia in terra lombarda della Serenissima.
Crema era governata in modo oligarchico da un podestà, direttamente nominato dal Doge, affiancato da funzionari provenienti dalla nobiltà locale. Numerosi sono i governatori che si alternarono nel quarantennio in cui Zucchi scrisse il proprio Diario. Il frate descrive dettagliatamente tutte le cerimonie di passaggio di carica che si svolsero durante la sua permanenza a Crema, registrando anche la reazione popolare a tali avvenimenti. Alcuni «scaduti» podestà vennero salutati calorosamente e seguiti in corteo, ben oltre le mura della città, da una popolazione visibilmente commossa. Altri furono costretti a fuggire non appena dopo aver deposto la propria carica, accompagnati da sonori fischi e improperi. Persino Zucchi esprime qualche nota di dissenso nei loro confronti....
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