«Sempre con me»

22 APR 21
Ultimo aggiornamento: 17:28 | 16 MAG 25
Immagine di «Sempre con me»
“Vivere è un privilegio che non è concesso a tutti… è comunque una cosa grande.. qualcosa a cui non si può dare misura o dimensione se non quella che noi stessi siamo in grado di darle. Un’opportunità unica che tante volte ci sfugge”. Questo il messaggio che Paola Bertoletti vuole trasmettere con il libro “Meno di due mesi. Quel colosso di mia madre, una storia vera”, (editrice Abra Brooks) appena pubblicato e già disponibile anche nelle principali librerie della città.
La figura della madre dell’autrice diventa esempio di “saper vivere” nel profondo significato dei termini, saper vivere ogni giorno nella consapevolezza che la vita non è facile per nessuno, ma va vissuta intensamente, senza farsi abbattere dagli eventi, ma usando tutte le forze che si hanno per rialzarsi dopo uno caduta più o meno rovinosa. E la madre protagonista di questo libro è un vero “colosso” che ha dato tanto, ogni giorno, con il suo esempio e le sue semplici parole. La figlia Paola ha voluto condividere i suoi ricordi per renderle omaggio, per ringraziarla di esserle sempre vicina e per regalare un po’ di quella grande saggezza a coloro che leggeranno il libro: oggi ce n’è particolarmente bisogno per andare avanti. E Paola Bertoletti per prima ha messo in pratica i grandi insegnamenti della madre, e continua a farlo: titolare, col marito Paolo Taglietti, del Nastrificio Cremonese, nel 2007 ha dato vita al Premio Bertoletti, concorso di poesie rivolto alle scuole secondarie di primo grado di Cremona.
Come ha maturato l’idea di scrivere questo libro?
«In realtà ho cominciato a scrivere senza l’idea di realizzare un libro.
Questi ultimi anni sono stati per me, a causa di tanti motivi, difficili. Sono iniziati nel 2005 con la perdita di mio fratello gemello Claudio: la sua scomparsa mi ha devastato a livello emotivo e mi ha costretto a convivere con un vuoto incolmabile che ancora oggi sento in modo prepotente. Avrei voluto averlo a fianco nell’evolversi della malattia di mio padre che lo ha trasformato come persona, e che mi costringe ad una lotta quotidiana per non cederlo ad una degenerazione crudele. E così continuo a combattere per l’amore che ho per lui e per rendere giustizia alla grande persona che è stata e che, a modo suo e grazie anche al mio impegno, ancora oggi continua ad essere, sia pure in modo diverso....
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