Come litigare bene

22 APR 21
Ultimo aggiornamento: 17:28 | 16 MAG 25
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Lasciate che i bambini imparino a litigare, stimolandoli a condividere le reciproche versioni. Dal canto loro, gli adulti dovrebbero evitare di trasformarsi in un tribunale. “Il tempo del conflitto” è il primo dei filoni ad essere sviluppato nell’ambito del progetto triennale “Il tempo ritrovato”, promosso e finanziato dal Comune di Cremona e “pensato” insieme all’Istituto Comprensivo Cremona Cinque - istituto capofila - e alla Rete di tutti gli istituti comprensivi cittadini, per fare in modo che la scuola torni a essere il luogo privilegiato della formazione della persona, attraverso il coinvolgimento di bambini e ragazzi, insegnanti, genitori e cittadini.
Ad inaugurare il ciclo di incontri il professor Daniele Novara, pedagogista, autore, counselor e formatore, fondatore del CPP (Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, con sede a Piacenza), docente all’Università Cattolica, autore di libri e pubblicazioni e ideatore del metodo “Litigare Bene”.
Professor Novara, dunque, litigare fa bene?
«E’ bene chiarire, innanzitutto, che per litigio si intende qualcosa di molto diverso dalla violenza: perchè i conflitti, sinonimo di litigi, appartengono alle relazioni, spesso complicate quando non c’è un accordo. I bambini, poi, sono grandi frequentatori delle forme di disaccordo: per un nuovo giocattolo, per l’amico, per la mamma, tra i fratelli dove si crea molta competizione, per esempio. Anche a scuola i litigi sono normali. Imparare a “litigare bene” coincide esattamente con l’imparare a vivere. Non c’è una sostanziale differenza. Se una persona non è capace di affrontare i conflitti - in termini metaforici - si ammala; cioè si atrofizza nel suo processo di crescita»....
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