«Storia e buon gusto Stavolta De Nittis si sposta a Cremona»

Capitano Gaetano De Nittis, il caso del violino scomparso è tuo! Rieccolo, il finanziere d’origine meridionale appassionato di blues scaturito dalla fervida immaginazione del suo creatore, Paolo Regina, che nel suo romanzo più recente (proposto nel catalogo della Casa editrice “SEM” e intitolato “Da quanto tempo non piangi, Capitano De Nittis?”) lega a filo doppio due città - Ferrara e Cremona -, fra le cui pieghe si nasconde un mistero fitto e appassionante. Una nuova e convincente prova per un autore formidabile nell’aver dato vita a un personaggio capace di fare breccia nel cuore dei lettori, qui alla sua terza (e senz’altro più coinvolgente) indagine.
Cominciamo con una domanda di stretta attualità. Cos’ha rappresentato, per lei, il lockdown? Una costrizione oppure un’opportunità di raccoglimento durante la quale lavorare con un’ancor maggiore concentrazione?
«Una dolorosa necessità l’anno scorso, quando non si conosceva ancora niente di questo terribile virus. Una sconfitta e una dichiarazione d’incapacità di tutta la classe politica ora. Si sono commessi molti errori, spesi tantissimi soldi pubblici in modo inutile e non s’è investito abbastanza nella ricerca universitaria e soprattutto nelle cure, oltre che nel vaccino. Riducendo in miseria un intero Paese. Dal punto di vista personale, ho lavorato ancora di più. Ma ho anche cercato dentro di me la forza e l’ispirazione per raccontare storie “gialle”, e descrivere vizi e virtù di noi italiani...
«Una dolorosa necessità l’anno scorso, quando non si conosceva ancora niente di questo terribile virus. Una sconfitta e una dichiarazione d’incapacità di tutta la classe politica ora. Si sono commessi molti errori, spesi tantissimi soldi pubblici in modo inutile e non s’è investito abbastanza nella ricerca universitaria e soprattutto nelle cure, oltre che nel vaccino. Riducendo in miseria un intero Paese. Dal punto di vista personale, ho lavorato ancora di più. Ma ho anche cercato dentro di me la forza e l’ispirazione per raccontare storie “gialle”, e descrivere vizi e virtù di noi italiani...
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