La vita è una moneta lanciata dal destino

Il destino si gioca sulle due facce della stessa moneta. Basta un colpo di mano, una variabile impazzita, per cambiarne il corso o riconfermare il flusso dell’abitudine, costellata di aspettative e sogni in bottiglia. “Testa o Croce” è il primo romanzo di Alberto e Paola Vailati: entrambi cremaschi, hanno dieci anni di differenza e in comune la laurea in Filosofia, il cognome (sono cugini) e la passione per la scrittura.
Come suggerisce il titolo, è progetto è nato quasi per scommessa, da un’idea condivisa e trasformata in un racconto a quattro mani. «Tutto inizia da una moneta lanciata in aria – spiegano – per decidere chi inizia a scrivere, per dare il via a un ritmo che ci ha accompagnato in tutta la stesura». La collaborazione si concretizza nella prima pubblicazione condivisa, che unisce la freschezza delle idee all’esperienza personale, vissuta su binari paralleli. «Al di là del cognome – specifica Paola – molto ci accomuna: Entrambi siamo laureati in filosofia e coltiviamo un forte interesse per la letteratura. C’è sintonia: questo ci ha permesso di affrontare in modo diverso ma complementare sia i temi scelti sia la costruzione dei personaggi, le cui storie s’intrecciano in una trama caratterizzata dal ritmo incalzante, condensato in un centinaio di pagine». Per gli autori, la scrittura «è l’occasione per vestire i panni di qualcuno distante da ciò che siamo», un gioco al contrappasso che unisce realismo e creatività, maturato su spunto di esperienze di vita differenti e a tratti incarnate nei protagonisti.
“Testa o Croce” racconta la dimensione «di quell’umanità che non ce l’ha fatta, e mica ad arrivare chissà dove»; così si ritrova “Da Spartaco”, bar nel cuore di Genova e fulcro delle storie che s’incrociano. Sullo sfondo rimane una «piccola e grande città» amata da entrambi gli autori...
Come suggerisce il titolo, è progetto è nato quasi per scommessa, da un’idea condivisa e trasformata in un racconto a quattro mani. «Tutto inizia da una moneta lanciata in aria – spiegano – per decidere chi inizia a scrivere, per dare il via a un ritmo che ci ha accompagnato in tutta la stesura». La collaborazione si concretizza nella prima pubblicazione condivisa, che unisce la freschezza delle idee all’esperienza personale, vissuta su binari paralleli. «Al di là del cognome – specifica Paola – molto ci accomuna: Entrambi siamo laureati in filosofia e coltiviamo un forte interesse per la letteratura. C’è sintonia: questo ci ha permesso di affrontare in modo diverso ma complementare sia i temi scelti sia la costruzione dei personaggi, le cui storie s’intrecciano in una trama caratterizzata dal ritmo incalzante, condensato in un centinaio di pagine». Per gli autori, la scrittura «è l’occasione per vestire i panni di qualcuno distante da ciò che siamo», un gioco al contrappasso che unisce realismo e creatività, maturato su spunto di esperienze di vita differenti e a tratti incarnate nei protagonisti.
“Testa o Croce” racconta la dimensione «di quell’umanità che non ce l’ha fatta, e mica ad arrivare chissà dove»; così si ritrova “Da Spartaco”, bar nel cuore di Genova e fulcro delle storie che s’incrociano. Sullo sfondo rimane una «piccola e grande città» amata da entrambi gli autori...
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