Dante, il cammino di salvezza

25 MAR 21
Ultimo aggiornamento: 19:26 | 16 MAG 25
Immagine di Dante, il cammino di salvezza
E’ la primavera del 1274. Dante ha quasi nove anni quando, in Firenze, gli appare Beatrice: ha otto anni e quattro mesi (dunque è nel suo nono anno) , ed è vestita di rosso, colore “nobilissimo”, in quanto proprio delle più alte dignità, e allo stesso tempo “umile e onesto”. Dante è sconvolto dalla visione: lo “spirito” vitale, che ha sede nel cuore, prende a tremare “orribilmente”, - scrive all’inizio della narrazione che ne fa nella "Vita Nuova", primo “romanzo” italiano in volgare: e così subito si rivela il filtro culturale e letterario attraverso cui la vicenda narrata viene proposta. Per rappresentare il suo stato d’animo il narratore ricorre infatti alla dottrina degli “spiriti” e degli “spiritelli”, personificazioni delle funzioni dell’organismo secondo la fisiologia medievale che ha radice nelle teorie del medico-filosofo arabo Averroè. Pone in campo dapprima lo “spirito” che sovrintende alle funzioni vitali e che qui, parlando in latino per conferire alle parole maggiore solennità, proclama: “Ecco un dio più forte di me, che arriva e mi soggiogherà”: il dio è Amore, con tutta la sua forza dominatrice. Intervengono poi lo spirito “animale”, che risiede nel cervello a cui affluiscono tutte le percezioni sensoriali, e lo spirito “naturale”, che presiede al nutrimento del corpo ed ha sede nel fegato: il primo, pieno di meraviglia, ammonisce gli “spiriti” della vista che è apparso, in Beatrice, l’oggetto della loro beatitudine, mentre il secondo si abbandona al pianto perché prevede per sé futuri impedimenti...
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