Uomini colti, col gusto della “bella pagina”

Nei momenti della “crisi” e della demoralizzazione storica, per cui sembrano smarriti valori che sono patrimonio anche della “cultura della Bassa” lungo gli argini del Po, ritorna utile una “riflessione” che caratterizza il nostro ambiente di vita: la mia terra, fatta nel passato di cascine, lavoro e solidarietà, conobbe “personalità”, dalla vasta dimensione culturale, che rappresentarono nella Scuola momenti da non dimenticare: uomini che hanno lavorato per una Scuola che aprisse alla vita, dopo una realtà di studio che esalta il gusto della “parola” e la dignità della ricerca. Protagonisti, pure, di un Novecento che hanno contribuito a rendere tanto ricco di messaggi, destinati alla Scuola nella sua fondamenale opera educativa, quella essenziale per animare intere generazioni avviate ad essere storie di verità.
Gli amministratori di S. Daniele ripa Po (a quei tempi, questa era la dicitura esatta del Paese), già nel 1930, avevano ritenuto doveroso ricordare, perennemente, alle generazioni future l’illustre concittadino Antonio Faverzani (S. Daniele, 1861, stagione risorgimenale - Merate, Como, 1922, inizio dell’ Avventura mussoliniana, come docente di Italiano e Latino presso il Collegio “A. Manzoni”), dedicandogli la via principale della comunità, anche perchè raccoglie tutti gli edifici più significativi della vita culturale, amministrativa e religiosa, quali l’Edificio Scolastico, il Palazzo Comunale, la Chiesa... Faverzani rimaneva ed è tuttora un autorevole cultore della Lingua Latina...
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