«Parto da racconti indipendenti che poi spero di conciliare»

Giovanni Locatelli, cremonese, classe 1977 è un ingegnere, pianista e scrittore di prose, racconti e romanzi. Gli abbiamo posto alcune domande circa la sua attività letteraria.
Giovanni, come ha iniziato?
«Ho iniziato a scrivere tardi, dopo i vent’anni, durante un semestre di studio all’Ohio State University, per tenermi in contatto con gli amici lontani, ma anche per uscire da un isolamento precedente, in un certo senso cronico, insomma per incontrare il mondo. Ha funzionato e mi ha permesso di scoprire che raccontare storie serviva pure a organizzare il caos del mondo, ad accettarne la complessità, se non proprio a comprenderla. E dopo i primi tentativi spontanei, l’attenzione al processo creativo mi ha concesso una ulteriore rivelazione: scrivere poteva essere un sistema per accedere all’inconscio, al caos interno. Una sorta di circuito dell’immaginazione che ripeto ancora oggi nella stesura di un’opera: parto dall’interno, esco verso il mondo per verificare l’effetto delle parole e ritorno in me perché l’inconscio potrebbe avere ancora qualcosa da dire».
«Ho iniziato a scrivere tardi, dopo i vent’anni, durante un semestre di studio all’Ohio State University, per tenermi in contatto con gli amici lontani, ma anche per uscire da un isolamento precedente, in un certo senso cronico, insomma per incontrare il mondo. Ha funzionato e mi ha permesso di scoprire che raccontare storie serviva pure a organizzare il caos del mondo, ad accettarne la complessità, se non proprio a comprenderla. E dopo i primi tentativi spontanei, l’attenzione al processo creativo mi ha concesso una ulteriore rivelazione: scrivere poteva essere un sistema per accedere all’inconscio, al caos interno. Una sorta di circuito dell’immaginazione che ripeto ancora oggi nella stesura di un’opera: parto dall’interno, esco verso il mondo per verificare l’effetto delle parole e ritorno in me perché l’inconscio potrebbe avere ancora qualcosa da dire».
A quali attività artistiche si è dedicato?
«Sono stato fortunato: grazie all’associazione “Attraversarte”, i miei primi scritti sono stati recitati al circolo Arci di Cremona, letti al Museo Civico in occasione di un concerto del Maestro Krylov, messi in scena in spettacoli come “Microonde”, per il “Monteverdi Factory”, laboratorio teatrale tenuto fra gli altri dal premio Ubu Roberto Castello, “Invita” per Gemine Muse, concorso nazionale per giovani artisti, “*: Note”, per il Grande Fiume, rassegna a cura di Luigi Ronda. Conclusasi la stagione di “Attraversarte”, è stato più difficile trovare sbocchi teatrali...
«Sono stato fortunato: grazie all’associazione “Attraversarte”, i miei primi scritti sono stati recitati al circolo Arci di Cremona, letti al Museo Civico in occasione di un concerto del Maestro Krylov, messi in scena in spettacoli come “Microonde”, per il “Monteverdi Factory”, laboratorio teatrale tenuto fra gli altri dal premio Ubu Roberto Castello, “Invita” per Gemine Muse, concorso nazionale per giovani artisti, “*: Note”, per il Grande Fiume, rassegna a cura di Luigi Ronda. Conclusasi la stagione di “Attraversarte”, è stato più difficile trovare sbocchi teatrali...
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