Il coraggio delle donne antifasciste

11 MAR 21
Ultimo aggiornamento: 17:26 | 16 MAG 25
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“Mi sembra un sogno, un sogno amaro e triste che lascierà certamente nel profondo della mia anima qualche remazuglio di disgusto del mio paese e del modo in cui sono stata trattata da questi primitivi e rozzi sicigliani che portano la veste d’autorità italiane. E dico forte non verrò più nella mia patria fino a che questa gente non avrà appreso l’educazione morale e materiale”<+S TONDO>.
Chi parla così è una delle 127 donne cremonesi, meritevoli di attenzione, fatte oggetto di controllo da parte della polizia per una vera o sospetta attività antifascista e per questo iscritte nel Casellario Politico della Questura, depositato presso l’Archivio di Stato, i cui fascicoli, ordinati alfabeticamente, costituiscono una fonte preziosa per ricostruire le vicende biografiche degli attivisti, soprattutto dei meno noti, che non hanno lasciato traccia di sé altrove.
L’immaginario collettivo ha sempre associato l’idea dell’opposizione al fascismo alle figure di uomini, mentre sono state moltissime le donne che a essa hanno attivamente partecipato. I fascicoli, la cui lettura è molto coinvolgente, permettono di rivolgere l’attenzione alle storie di donne che hanno compiuto scelte di vita tali da configurarle come oppositrici al regime fascista al pari degli uomini. Tuttavia, se di alcune è rimasta menzione nei documenti, nella maggior parte dei casi l’universo femminile di questi anni, nella sua essenza, rimane una realtà sconosciuta, proprio perché ancora inesplorata: donne “invisibili”, che hanno operato silenziosamente alle spalle degli uomini, rivestendo il ruolo di comparse e lasciando loro quello di protagonisti, come spesso la storia femminile attesta...
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