I conti con i ricordi

11 FEB 21
Ultimo aggiornamento: 17:24 | 16 MAG 25
Immagine di I conti con i ricordi
E’ una emozionante corsa lungo l’immaginario filo dei ricordi, quella che Giovanni Catelli propone ai lettori nel suo ultimo romanzo (“Parigi, e un padre”). Un’opera - presentata nel catalogo di “Inschibboleth Edizioni” - in grado, una volta ancora, di fare emergere le caratteristiche dell’autore, apprezzato e rinomato in tutta Italia come all’estero: un’eccezionale abilità di scrittura (declinata attraverso una prosa asciutta e penetrante, quasi completamente priva di fronzoli) e - soprattutto - il saper raccontare, con trasporto e con verosimiglianza, una storia appassionante e intrisa di pathos. A fungere da scenario, una città di Parigi affascinante e ostile nel contempo, la cui freschezza rimanda a Georges Simenon e ai suoi tragici anti-eroi, tanto ben descritti e tanto originali nella loro esistenza.
«Vivere è ostinarsi a completare un ricordo». Questa frase - breve eppure gravida di significato - troneggia fra le prime pagine del suo libro: può spiegarcene il senso? Ricordare, sostengono in molti, significa eternare qualcosa: una persona, un luogo, un’esperienza.
«Si tratta di un verso di René Char, amico di Albert Camus. Mi ha colpito quando l’ho letto, e mi sembra molto adatto allo spirito del mio libro. In qualche modo dovevo tornare a fare i conti con la memoria, con il passato, e in questo caso con un doppio passato: i miei ricordi personali, legati a Parigi nell’infanzia, e i ricordi di mio padre e della sua Parigi...
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