«Lavinia, eroina in un thriller screziato di noir»

Prendete una donna dalla solida formazione culturale, i cui interessi spaziano dalla letteratura (con una predilezione verso autori quali Umberto Eco, Emilio Salgari e Alexandre Dumas) al cinema (con un’ammirazione lampante nei confronti di maestri della macchina da presa come Alfred Hitchcock, Fritz Lang e John Ford) e offritele la possibilità di narrarvi una storia. La vicenda che vi racconterà, mescolando in modo perfettamente calibrato la realtà e la finzione, sarà capace di riportarvi a un’epoca lontana, intrisa di seduzione e di mistero in uguale misura. Protagonisti della storia, oggi al centro del romanzo (pubblicato da “Garzanti”) “Il mistero della pittrice ribelle”, sono i personaggi creati dalla fervida fantasia di Chiara Montani - architetto di formazione, nativa di Milano e residente da vari anni a Crema -, tanto abile nella scrittura da incoraggiare un autore di fama internazionale come Marcello Simoni a dire: «Le sue parole sono pennellate, le sue pagine affreschi dai colori smaglianti. Leggerla è come perdersi in un dipinto».
La prima domanda è, probabilmente, la più semplice: è il genere “giallo” - come lo chiamiamo in Italia -, quello che caratterizza la sua opera? Avendo molte sfumature, è opportuno approfondire l’argomento.
«Quando ho iniziato a lavorare al testo, mi sono posta uno scopo ben preciso: quello, cioè, di permettergli di aprirsi a vari tipi di lettura. Risulta evidente come, fra le sue pagine, si ritrovino tutti quei “topoi” che sono caratteristici del “giallo”, per quanto la scelta che ho compiuto non guardi prettamente al metodo d’indagine deduttivo, ovvero alla “classicità” tipica di alcuni romanzi inglesi...
La prima domanda è, probabilmente, la più semplice: è il genere “giallo” - come lo chiamiamo in Italia -, quello che caratterizza la sua opera? Avendo molte sfumature, è opportuno approfondire l’argomento.
«Quando ho iniziato a lavorare al testo, mi sono posta uno scopo ben preciso: quello, cioè, di permettergli di aprirsi a vari tipi di lettura. Risulta evidente come, fra le sue pagine, si ritrovino tutti quei “topoi” che sono caratteristici del “giallo”, per quanto la scelta che ho compiuto non guardi prettamente al metodo d’indagine deduttivo, ovvero alla “classicità” tipica di alcuni romanzi inglesi...
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