“Bina Nova”, la storia scorre lungo il fiume

La storia di Binanuova è strettamente connessa alla presenza del fiume che lambisce questo borgo cremonese, oggi Comune di Gabbioneta Binanuova, posto al confine con la provincia di Brescia.
Una lunga storia. “Il nome di Binanuova si lega al fiume Oglio: “bine” infatti erano le pescaie di travi e pali costruite attraverso la corrente per creare invasi d’acqua nei momenti di magra oppure per deviare il flusso verso le ruote dei mulini”. E’ interessante la storia dei mulini natanti situati presso il vecchio confine tra il territorio di Binanuova e Gabbioneta, sparsi lungo il corso del fiume, dove si macinavano i cereali e il grano; rimasero in funzione e in attività fino alla metà del ‘900, assieme a molte altre attività collaterali dalle quali la popolazione traeva sostentamento: i cavatori di sabbia, i pescatori, ecc.. Documentate notizie in merito sono ricavate da un manoscritto del 1756: “Stato e pratica universale della chiesa parroccchiale di Bina Nova”, di don Carlo Fiora, il sacerdote rimasto parroco di Binanuova dal 1742 al 1771, dal quale vengono attinte interessanti notizie di storia locale riprese in un volume che qui si presenta.
Certamente il fiume non è sempre stato amico dell’uomo: alluvioni, annegamenti, disgrazie, piene (1953, 2000) accompagnano la presenza di un fiume solidale e generosa, ma spesso inquieta e avventurosa. La descrizione della presenza dei mulini sul fiume Oglio costituisce quasi la prosecuzione dell’introduzione allo studio condotto da Rosa Martinelli, storica maestra delle scuole elementari locali, appassionata ricercatrice di storia, che ha appena dato alle stampe un ponderoso volume, “BINA NOVA. Il fiume, il castello e una lunga storia” (Persico edizioni, Cremona 2020): un gesto d’amore che Rosa, vincendo molte resistenze personali, compie verso il suo paese e la sua storia e che accompagna con fotografie, vecchie immagini, planimetrie toponomastiche, carte e documenti vari rinvenuti negli archivi, con frequenti incursioni in ricordi personali e familiari...
Certamente il fiume non è sempre stato amico dell’uomo: alluvioni, annegamenti, disgrazie, piene (1953, 2000) accompagnano la presenza di un fiume solidale e generosa, ma spesso inquieta e avventurosa. La descrizione della presenza dei mulini sul fiume Oglio costituisce quasi la prosecuzione dell’introduzione allo studio condotto da Rosa Martinelli, storica maestra delle scuole elementari locali, appassionata ricercatrice di storia, che ha appena dato alle stampe un ponderoso volume, “BINA NOVA. Il fiume, il castello e una lunga storia” (Persico edizioni, Cremona 2020): un gesto d’amore che Rosa, vincendo molte resistenze personali, compie verso il suo paese e la sua storia e che accompagna con fotografie, vecchie immagini, planimetrie toponomastiche, carte e documenti vari rinvenuti negli archivi, con frequenti incursioni in ricordi personali e familiari...
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