Il pediatra e il primo latte “umanizzato”

14 GEN 21
Ultimo aggiornamento: 19:23 | 16 MAG 25
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C’è un pediatra cremonese all’origine di una delle più grandi rivoluzioni alimentari del Novecento, destinata a salvare la vita a milioni di bambini e fare la fortuna di industrie come la Liebig, la Nestlè e la Knorr. La corretta alimentazione del bambino, soprattutto nel primo e nel secondo anno di vita, fu uno dei maggiori problemi che afflissero le madri, i medici e le amministrazioni pubbliche nel XIX secolo e nella prima metà del Novecento. A partire dalla metà dell’Ottocento medici, filantropi e amministratori si dedicarono con assiduità alla promozione di strutture finalizzate all’assistenza delle madri e dei lattanti con l’obiettivo di favorire principalmente l’allattamento materno o di fornire alternative come l’allattamento delle balie mercenarie o quello artificiale. Verso la metà dell’Ottocento nel cremonese la mortalità infantile sotto i cinque anni raggiungeva il 51%: le madri erano spesso costrette ad allattare i figli dopo il faticoso lavoro nei campi, dopo ore che li avevano lasciati imprigionati in fasce troppo strette, senza averli mai cambiati, oppure portati nelle stalle o nei campi, al freddo o al caldo estivo senza alcuna protezione.
Di conseguenza i lattanti andavano incontro a gravi insufficienze nutrizionali e quando, con la nascente rivoluzione industriale, le madri andarono a lavorare in filanda o nelle concerie di tabacco, la situazione finì con il peggiorare....
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