Manfredi, un cremonese al Polo Nord

Nel 1953 ricorreva il 25° anniversario della morte del grande esploratore norvegese Roald Amundsen, scomparso nel 1928 a 56 anni tra i ghiacci del Polo Nord durante le ricerche dei sopravvissuti del dirigibile “Italia”, comandato da Umberto Nobile. Per celebrare la ricorrenza, Maner Lualdi, grande aviatore e giornalista de “La Stampa” e “Corriere della Sera”, programmò una trasvolata del continente artico a bordo di un piccolo aereo, il “Girfalco” dell’Ambrosini, con un motore Alfa Romeo a 4 cilindri da 140 cv del tipo 110 Polo, dotato di tre carrelli con due sci ciascuno. Era un piccolo monomotore biposto del peso di 800 chilogrammi, onorevole compromesso tra l’aviazione romantica e più economica, e la tecnologia moderna, con a bordo radiotelefono, radiogoniometro, tenda per due persone, medicinali e viveri.
LE ALTRE IMPRESE
Lualdi non era certo nuovo ad imprese di questo genere: pilota dell’aeronautica militare, tra il 1937 e il 1938 aveva effettuato il raid aereo da Torino a Rawalpindi, alle falde dell’Himalaya, e ritorno, a bordo di un CA 310, con cui stabilì un primato della categoria coprendo 24mila km in 54 ore. Nel 1939 aveva vinto il premio istituito da Il Popolo d’Italia, per aver effettuato il più rapido collegamento tra Roma e Addis Abeba con un volo senza scalo di 4500 km in 11 ore e 25 minuti...
Lualdi non era certo nuovo ad imprese di questo genere: pilota dell’aeronautica militare, tra il 1937 e il 1938 aveva effettuato il raid aereo da Torino a Rawalpindi, alle falde dell’Himalaya, e ritorno, a bordo di un CA 310, con cui stabilì un primato della categoria coprendo 24mila km in 54 ore. Nel 1939 aveva vinto il premio istituito da Il Popolo d’Italia, per aver effettuato il più rapido collegamento tra Roma e Addis Abeba con un volo senza scalo di 4500 km in 11 ore e 25 minuti...
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