«Mi sono ricordato dei miei “Incubi”: così è nato il libro»

22 OTT 20
Ultimo aggiornamento: 19:1916 MAG 25
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“Non esiste un piacere che sia superiore alla paura”: così scriveva, negli anni Ottanta, Clive Barker, quasi a sottolineare - estremizzandola, non c’è dubbio - la rilevanza di un sentimento insito da tempo immemorabile nell’umana natura. È proprio sulle nostre paure che si focalizza “Incubi”, la raccolta di racconti - pubblicata da “Lit Edizioni”, nella prestigiosa collana “Il Seme Bianco” - scaturita dalla fantasiosa penna di Michele Bini: un’esplorazione dentro gli angoli più bui della nostra mente, alla scoperta di una dimensione “altra” - e più terrificante - del nostro vivere quotidiano.
La scelta di affrontare il genere horror - assai frequentato al cinema, molto meno in libreria e in fumetteria - è interessante: forse un azzardo, certo una “sfida” eccitante.
«La letteratura non serve soltanto a raccontare belle storie oppure a insegnare importanti morali di vita, ma soprattutto ci trasmette profonde emozioni. La paura è un sentimento estremamente forte, e anche molto liberatorio...
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