I cremonesi della Divina Commedia

15 OTT 20
Ultimo aggiornamento: 19:1916 MAG 25
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Nei giorni scorsi è stato dato ufficialmente il via alle celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante Alighieri e vorremmo ricordare qui la presenza cremonese nel più celebre capolavoro dantesco, la Divina Commedia. La prima citazione, peraltro controversa, è nel canto VI del Purgatorio, dove Dante si concentra sull’Italia e sul suo disordine politico e sociale, cause scatenanti di quel quadro di sangue e di violenza con cui si apre il Canto, con la lunga rassegna delle anime vittime di una morte violenta. Dopo aver dato la parola a Sordello, pronuncia un’indignata invettiva contro la mancanza di pace dell’Italia, resa schiava e abbandonata da chi dovrebbe prendersi cura di lei. Dopo aver paragonato l’Italia ad una schiava, privata della propria libertà, rivolge la sua critica prima alla popolazione italiana, tutta volta a farsi la guerra e quindi causa della mancanza di pace all’interno della penisola, per poi passare all’accusa verso la Chiesa e verso Alberto d’Asburgo, colpevole di aver abbandonato l’Italia a sé stessa e di averla lasciata priva di un imperatore. Il verso 106 recita...
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