Una crime story sotto il Torrazzo

Ha raccolto il guanto della sfida lanciatogli dal mercato editoriale, scegliendo di sperimentare se stesso dentro un contesto - l’universo delle crime stories - fra i più frequentati (tanto in libreria quanto al cinema), e dunque esponendosi a un potenziale rischio: quello, cioè, d’offrire ai lettori qualcosa che sia déjà vu. Penna brillante in termini di tecnica di scrittura, nonché dotato di fervida fantasia, Nicola Lupi - autore del romanzo “Ricordi di un omicidio” (pubblicato dalla casa editrice “BookRoad”) è la pratica dimostrazione di come il talento più puro possa superare ogni ostacolo e possa vincere perfino il più insidioso dei duelli.
Molti detrattori rimproverano ai giallisti l’incapacità di scolpire in maniera verosimile la caratterizzazione dei personaggi: l’accusa è di concentrarsi quasi esclusivamente sulla trama dell’opera. Lei come ha impostato i lavoro?
«Ho cercato di mettere in discussione le potenzialità cognitive ed emotive dell’essere umano. Per questo, ho compiuto studi approfonditi sul funzionamento del cervello. I protagonisti si trovano a condividere i loro stessi pensieri, ad avere memorie ed esperienze comuni...
«Ho cercato di mettere in discussione le potenzialità cognitive ed emotive dell’essere umano. Per questo, ho compiuto studi approfonditi sul funzionamento del cervello. I protagonisti si trovano a condividere i loro stessi pensieri, ad avere memorie ed esperienze comuni...
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