Porta Pia: i cremonesi in prima linea

17 SET 20
Ultimo aggiornamento: 19:1716 MAG 25
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Immagine di Porta Pia: i cremonesi in prima linea
C'erano quattro bersaglieri cremonesi tra i primi che, quella mattina del 20 settembre di 150 anni fa, entrarono in Roma dalla breccia di porta Pia. Erano Guido Acerbi, negoziante reduce dalle campagne del 1866 e del 1870 e medaglia al valor militare, che allora aveva solo 22 anni; Giuseppe Falcone, un musicista originario di Napoli, Stanislao Gattinoni, dipendente della Congregazione di Carità e l’infermiere Maurilio Ghiggi. Erano al fianco del maggiore Giacomo Pagliari, che comandava il 34° battaglione della 11ª Divisione Cosenza del IV Corpo del Generale Cadorna, dove militavano un’altra settantina di soldati cremonesi. La rappresentanza cremonese all’evento che determinò la fine dello Stato della Chiesa e l’unificazione nazionale fu dunque decisamente folta. Alle 5.15 del mattino del 20 settembre 1870 furono sparati dall’artiglieria italiana i primi due colpi di cannone contro le mura Aureliane, all’altezza di porta Maggiore. Dopo poco il cannoneggiamento cominciò a diventare più intenso e si concentrò da porta San Giovanni a porta Pia, dove in breve tempo si aprì la famosa breccia. Pio IX, conscio dell’inutilità della difesa a oltranza, decise allora di deporre le armi.

ORE 10.10: LA BANDIERA BIANCA
Dopo qualche esitazione il fuoco cessò e la bandiera bianca fu esposta a porta Pia: erano le 10.10. I bersaglieri cominciarono così a entrare in città, con l’ordine di occuparne i punti strategici. Tra i partecipanti all’azione vi era anche Edmondo De Amicis, l’autore del libro “Cuore”...
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