La lunga estate alle colonie padane

23 LUG 20
Ultimo aggiornamento: 19:1616 MAG 25
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Un vecchio filmato muto del 1932 dell’Istituto Luce mostra alcuni momenti della vita dei bambini ospiti delle colonie di Cremona e di Casalmaggiore durante l’estate. Le sequenze mostrano i bambini che assistono all’alza bandiera della mattina e fanno il saluto fascista, il momento della colazione sulla terrazza della colonia, poi gli esercizi ginnici. Di seguito i balilla ospiti della colonia di Cremona accolgono le autorità in visita, poi marciano lungo le rive del fiume passando davanti al padiglione elioterapico, orgoglio dell’edificio fluviale già prima del riammodernamento del 1936, fanno esercizi di ginnastica sotto gli alberi, poi l’inquadratura si sposta su una veduta del fiume.
Le colonie climatiche si diffusero in modo capillare a Cremona, dove un opuscolo pubblicato dall’Ente Opere Assistenziali asserisce che esistono ben 114 colonie elioterapiche, campestri e fluviali, sparse in tutta la provincia. In realtà già dalla fine dell’Ottocento, grazie agli interventi di Pericle Sacchi, Felice Celli e Ulisse Bonadei, si erano diffuse a Cremona le idee del medico fiorentino Giuseppe Barellai sui benefici delle cure climatiche marine e dell’elioterapia nella prevenzione di malattie causa di mortalità: le più temute erano la tubercolosi, il vaiolo, la difterite, i linfatismi e la scrofola che, colpendo il sistema linfatico, produceva le cosiddette “scrofole”, una serie di rigonfiamenti ghiandolari.
Due delle prime colonie climatiche cremonesi nascono proprio in questi anni: l’Istituto marino degli scrofolosi a Cesenatico nel 1864, la colonia marina casalasca di Forte dei Marmi nel 1876, la colonia alpina di San Colombano nel 1888, la colonia della Società cremonese contro la tubercolosi a Vestone nel 1900 e quella dell’ospizio cremasco di Finalpia nel 1913...
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