Dickens, impressioni di Cremona

14 MAG 20
Ultimo aggiornamento: 17:13 | 16 MAG 25
Immagine di Dickens, impressioni di Cremona
E' una mattina fredda e umida di novembre quando un giovane scrittore inglese nel pieno del successo, accompagnato dalla giovane moglie, da uno stuolo di marmocchi, due governanti e un servitore di fiducia un po’ factotum, percorre con la sua carrozza un traballante ponte di chiatte sul Po. Guarda con sguardo curioso ed accigliato l’acqua limacciosa e Cremona che emerge dalla nebbia autunnale. Si è riempito gli occhi nella bellezza di Venezia, ma quel viaggio tra acquitrini e strade fangose, locande sperdute nella campagna, e bambini cenciosi che ti circondano supplicanti per qualche moneta ad ogni sosta, grassi osti con logori grembiuli e donne precocemente invecchiate dalla fatica, gli sta mostrando quella faccia di un’Italia che nessuno gli ha mai raccontato. Osserva, sballottato dalla carrozza, e scrive qualche nota su un taccuino. Racconterà poi tutto, con dovizia di particolari, nelle lettere che trascriverà in bella copia la sera all’amico scrittore Douglas William Jerrold ed al critico letterario John Forster, che sarebbe diventato poi il suo biografo. Le lettere verranno poi pubblicate nel 1846 col titolo Pictures from Italy.
Charles Dickens ha trentadue anni ed è uno scrittore già molto popolare: al suo attivo può contare Oliver Twist, Il Circolo Pickwick, Nicholas Nickleby, La bottega dell’antiquario, Barnaby Roudge...
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