Fra storia e tradizione popolare

16 APR 20
Ultimo aggiornamento: 19:11 | 16 MAG 25
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Non dimenticheremo mai la Quaresima che si è appena chiusa, vissuta in un isolamento che ci ha colti disorientati, smarriti. Ma proprio per questo, via via che i giorni passano, così uguali nella loro tragica realtà, sentiamo sempre più forte il bisogno di essere rassicurati. Lo svolgimento di tutti i riti quaresimali ha dovuto, come sappiamo, rispettare le disposizioni del Governo attuate per contrastare il coronavirus: si è celebrata a porte chiuse la rievocazione degli ultimi giorni di Gesù sulla terra, fino alla Sua Resurrezione, in uno scenario che ci ha portato a condividerli e a comprenderli veramente, e forse per la prima volta. Ci affidiamo anche con sempre maggiore convinzione e profonda partecipazione a riti e segni religiosi, alcuni dei quali affondano la loro origine in tempi in cui il pericolo di malattie e morte era molto più frequente e trovava in una fede semplice il conforto e l’aiuto per andare avanti.
Già venerdì 3 Aprile a Cornaleto, in un paese chiuso dietro le finestre, con qualche timida presenza sulla porta di casa lontana dalla strada, si era svolta la tradizionale processione del Crocifisso che quest’anno ha avuto risonanza anche a livello nazionale. La festa dedicata alla devozione del Sacro simbolo, diventato l’emblema del paese, è fissata, appunto, nel Venerdì che precede la Domenica delle Palme. Ogni anno, gli abitanti del paese hanno, fin da tempi lontani, il permesso di mangiare di grasso per festeggiare il Crocifisso, pur trattandosi di un venerdì di Quaresima....
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