Al “PAF” l’omaggio degli scrittori

Ora che, a detta di medici ed epidemiologi, la tensione legata alla diffusione del Covid-19 sta con il trascorrere dei giorni allentandosi, pare davvero possibile intravedere in fondo al tunnel l’auspicata luce. E così, confortato da notizie finalmente incoraggianti, anche il settore culturale locale, messo a dura prova dalla piaga del Coronavirus, può tornare a guardare al futuro con rinnovato entusiasmo. Il “Porte Aperte Festival”, atteso come avviene da tempo da migliaia di cremonesi, tiene ancora il fiato sospeso cercando di capire in che termini, tra poco più di un paio di mesi, l’edizione 2020 sarà realizzabile. Con lo sguardo già rivolto al prossimo, il portavoce della rassegna (Marco Turati) racconta come, assieme al resto dello staff degli organizzatori (composto da Marina Volontè, Michele Ginevra, Mario Feraboli e Andrea Cisi), siano state affrontate settimane difficili, ma insieme comunque produttive.
Anche il “Porte Aperte Festival” è stato obbligato a confrontarsi con l’emergenza dettata dal Covid-19. Come s’è “adattata” a ciò, la manifestazione?
«Come noto, il “Porte Aperte Festival” si svolge da quattro anni a fine giugno, anticipato abitualmente da alcune anteprime collocate tra l’inverno e la primavera...
«Come noto, il “Porte Aperte Festival” si svolge da quattro anni a fine giugno, anticipato abitualmente da alcune anteprime collocate tra l’inverno e la primavera...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI 16 APRILE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT