Cremona, la città dei mulini sul Po

Prima che venisse regolamentata, verso la fine dell’Ottocento, la situazione idraulica del Comune di Cremona, e che sul Po iniziassero a transitare le prime bettoline, i tanti canali che circondavano la città ed il grande fiume che la costeggia hanno avuto un’importanza fondamentale per l’economia. E non solo per la movimentazione delle merci, ma anche per la produzione di beni di prima necessità. Un elemento fondamentale nel paesaggio della città fluviale erano i mulini, sia quelli terranei, che i natanti o galleggianti. Questi ultimi, ormeggiati a riva con grosse funi e catene, o come si diceva nel gergo “appiardati”, o ancorati al fondo del fiume, nel tratto dove la corrente era più profonda e scorreva più veloce, mediante le “burghe” (grossi cestoni di vimini o ferro riempiti di sassi), i mulini funzionavano grazie alla forza motrice dell’acqua, da sempre l’energia meccanica più disponibile e meno costosa. Date le grandi variazioni stagionali del regime fluviale, i mulini non erano fissi, ma natanti, costretti a frequenti spostamenti lungo la sponda o anche da una sponda all’altra....
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