La solitudine del tennista: o si vince o si perde

Al tennis, il compianto David Foster Wallace anni addietro dedicò una fra le sue opere più fortunate (“Il tennis come esperienza religiosa”, edita in Italia da “Einaudi”), dimostrando di essere uno tra i maestri più virtuosi dell’intero panorama letterario americano dell’epoca moderna. Proprio sullo sport della racchetta è incentrato il romanzo più recente di Andrea Guizzardi (“Tennista o non tennista”, pubblicato da “Midgard Editrice”), testo di grande interesse che approda nelle librerie ad appena un anno di distanza dal precedente volume, “Ferro su ferro”, il quale valse all’autore – avvocato di professione – varie menzioni e prestigiosi riconoscimenti. «Attenzione, però: non si tratta di un libro a tema sportivo», ammonisce lo scrittore, che giustamente punta a deviare l’attenzione dei lettori sull’elemento di maggiore rilevanza. «Ho immaginato che le fasi che precedono la finale del Roland Garros siano caratterizzate dal confronto a distanza tra il campione spagnolo Anton Jimenez e l’outsider italiano Luigi Nervi, confinati dentro i rispettivi spogliatoi...
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