E fu così che Jimi ridestò dal torpore gli assonnati hippy

6 FEB 20
Ultimo aggiornamento: 19:0716 MAG 25
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Nel 1966 sui muri di Londra si scriveva - a ragion veduta - Clapton is God. Poi nella Swingin’ London fece capolino per alcuni concerti il mancino di Seattle e le cose, per tutti, compreso Slowhand, allora nei Cream, cambiarono. La musica, il rock, non sarebbero più stati gli stessi. E nemmeno la società: la versione di Jimi dell’inno americano (Star Spangled Banner) suonata a Woodstock sancì l’inizio della fine della Summer of Love, con l’ampli di Hendrix a svegliare dal torpore lisergico gli assonnati hippy reduci dal più grande festival di tutti i tempi, simulando le bombe sganciate sul Vietnam. Ha sempre guardato al futuro Jimi: nel 1968 su Electric Ladyland si proiettava avanti anni luce, lontano dalla comfort zone da guitar hero che si era costruito, aprì uno squarcio nello spazio tempo con un brano d’incredibile avanguardia per l’epoca: 1983... (A Merman I Should Turn to Be)...
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