Sulle tracce di Joachim e dello Stradivari

30 GEN 20
Ultimo aggiornamento: 17:06 | 16 MAG 25
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Il Museo del Violino di Cremona conserva uno Stradivari complice di una misteriosa leggenda, il “Cremonese” appartenuto a Johannes Joachim (1831-1907), il più celebre violinista del secondo ottocento. Amico di Schumann e Brahms, spiritista come Schumann, il suo nome è legato alla singolare vicenda del concerto in Re minore di Schumann. Filippo Tuena (Roma,1953), scrittore svizzero e vincitore del Premio Grinzane Cavour, del Premio Bagutta e del Premio Viareggio, nel suo libro “Memoriali sul caso Schumann” (Il Saggiatore, 2015) ha seguito le tracce di questa storia. Lo spartito del concerto composto poco prima di entrare in manicomio riapparve nel 1933 “come un fantasma - e da un fantasma - richiamato in vita” durante una seduta spiritica praticata dalle due nipoti di Joachim, Jelly d’Arány e Adila Fachiri, anch’esse violiniste. Abbiamo intervistato Tuena.
Davvero una seduta spiritica?
«Nella storia di Schumann e della famiglia di Joachim le sedute spiritiche erano frequenti. Credo che utilizzassero sia una tavola Ouija con le lettere dell’alfabeto e un puntatore, che il più semplice sistema del tavolino a treppiede».
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